Topp 730 e Djumpfjorden

E’ stato il nostro primo trekking alle Isole Lofoten, ed è stato abbastanza “traumatico”. Vi spieghiamo perché in questo articolo Trekking alle Isole Lofoten: istruzioni per l’uso , così qui potete preoccuparvi solo delle indicazioni per il trekking.

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Dislivello: 229 m fino al lago Austerdalsvatnet – 730 m fino alla cima

Difficoltà: intermedia fino al lago – impegnativa fino alla cima

Tempo: 2-3 ore (solo andata)

Nota – se non siete abituati a muovervi in montagna su sentieri poco segnati i tempi si allungano parecchio, tenetene conto quando pianificate un trekking!

Punto di partenza: parcheggio del Djumpfjorden. Venendo da Å lo troverete sulla destra prima del ponte sul fiordo, se venite da Reine lo troverete sulla sinistra alla fine del ponte, dopo la galleria di Ramsvik.

cartina

[ cartina tratta da Explore LofotenKristin Folsland Olsen http://www.folsland.no ]

Itinerario: il sentiero parte dal lato opposto al parcheggio. Attraversate lo spiazzo sterrato fino al bordo, guardando in basso verso il mare che si insinua nel fiordo vedrete il sentiero (sterrato su erba). Le tracce sono diverse, perché qui è possibile campeggiare quindi si sono creati vari sentieri, ma voi tenete il sentiero più a sinistra e costeggiate la parete della montagna entrando nella vegetazione. Una volta entrati nel bosco di felci e betulle fate attenzione, il sentiero non sempre è agevole e non è ben segnalato.

I 2 km che vi porteranno alla fine del fiordo sono all’insegna del fango, dei sassi scivolosi, del muschio che copre i buchi tra un sasso e l’altro e delle felci che coprono il sentiero. Il sentiero è segnalato da tracce rosse sugli alberi, ma sono poche e meglio visibili al ritorno.

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Una volta usciti dal bosco proseguite su erba e rocce decisamente più agevoli. Finalmente vi potrete godere il panorama e il “disorientamento ambientale”. Se vi guarderete attorno vi sembrerà di passeggiare in un ambiente puramente montano di alta quota, con laghi di montagna, cascate e quello che resta della neve primaverile; ma se abbasserete lo sguardo verso l’acqua troverete qualcosa che decisamente non si addice alla montagna.. alghe gialle brillanti, ricci giganti, stelle marine rosso fuoco del diametro di un pallone da basket e granchi coloratissimi che passeggiano sotto il pelo dell’acqua.

Arrivate fino alla casetta rossa che vedete alla fine del fiordo e oltrepassatela, prendendo come punto di riferimento la cascata alla sua destra.

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La salita inizia su roccette, con sentiero poco evidente ( “or no path at first” come recitano le indicazioni). Dovrete salire zigzagando, restando sempre a sinistra della cascata, finché non raggiungerete la sella dove ha origine la cascata. Qui potrete ammirare il lago Austerdalsvatnet, adagiato in una conca molto bella.

Noi non abbiamo raggiunto la cima del Topp 730, perché partiti tardi e non attrezzati (l’idea era di fare due passi e non pensavamo di perdere così tanto tempo nel bosco), ma vi lasciamo le indicazioni riportate nella guida sul percorso. Premettiamo che da qui in poi non è adatto a persone poco allenate, con poca esperienza in montagna o con bambini, perché il sentiero dovrete praticamente trovarlo da soli e buona parte del percorso è in cresta (quindi esposto). Comunque, per proseguire dovrete aggirare il lago sulla vostra destra e oltrepassare il corso d’acqua che origina la cascata. Seguite il sentiero fino alla punta meridionale del lago, poi dirigetevi verso nord fino al ripido versante della montagna che vi troverete di fronte. Risalite l’intero versante, una volta in quota ci si dirige verso sinistra (ignorando la cima che troverete sulla vostra destra). Il sentiero prosegue lungo tutta la cresta fino a raggiungere la cima. E le vostre fatiche saranno ripagate con uno spettacolo mozzafiato: potrete ammirare Moskenesøya a 360°!!

 

Se volete saperne di più su Moskenesøya, cliccate qui Moskenesøya .

Se volete altre idee informazioni o idee per il trekking:

Bunes Stranda & Helvetestinden

Kvalvika & Ryten

Mulstøa – Mulstøtinden & Stokkvika

Alle Isole Lofoten è possibile campeggiare liberamente ovunque, vi spieghiamo come in questo articolo Un paradiso da proteggere.

 

Autore: Giorgia Ricotti

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