Foliage – istruzioni per l’uso

Come sarà saltato all’occhio dal numero di foto sui nostri profili social, amiamo l’autunno da impazzire! Aspettiamo ogni anno il suo arrivo con impazienza, non solo perché è la stagione migliore per fare del trekking, ma anche (anzi, soprattutto) per ripercorrere alcuni sentieri scelti con cura durante l’anno e poterseli godere in tranquillità, sotto un’altra veste. Temperature miti, luce che risalta i colori, meno confusione e vegetazione che prende vita nei boschi, come una tavolozza di colori che cambia ad ogni passaggio. Il bosco diventa capace di regalare spettacoli nuovi da un giorno con l’altro, senza mai perdere la magia e incantando ogni volta. Il foliage compie una vera e propria magia, dipingendo sfumature sgargianti e paesaggi da fiaba. Ma che cos’è di preciso?

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Che cos’è e dove si può vedere

Questo nome, che oggi va molto di moda, altro non è che il fenomeno per cui alcuni tipi di alberi cambiano colore prima di lasciar cadere le loro foglie ed entrare nel riposo vegetativo della stagione invernale.

Per essere sicuri di non fare tanta strada per nulla, o per poco, è utile tenere conto di un aspetto che tutti abbiamo studiato a scuola ma che spesso dimentichiamo. Il fenomeno del foliage non avviene per tutte le piante, ma è caratteristico solo delle piante caducifoglie (cioè di quelle piante le cui foglie cadono prima dell’inverno). Quindi è necessario trovare le cosiddette foreste decidue (cioè formate da piante caducifoglie) come per esempio: Castagno, Faggio, Acero, Quercia. In alcune specie di caducifoglie l’arrivo dell’autunno (cioè minore quantità di luce e temperature che si abbassano) non è altro che il progressivo schiarirsi delle foglie fino a diventare brune per poi cadere;  in altre specie di caducifoglie, invece, l’autunno è una sorta di trasformazione. Il colore delle foglie cambia completamente (senza scolorire), virando verso il giallo o l’arancione, al rosso brillante, al porpora o al marrone. Le foglie di queste piante possono restare attaccate all’albero per lunghi periodi, in alcuni casi fino a due mesi, donando alle singole piante e all’intera foresta degli effetti cromatici unici. Ecco, questo è il tanto chiacchierato foliage.

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Ricordatevi che esiste però un’eccezione, il Larice. Unica conifera (cioè pianta con aghi e perenne) a perdere i suoi aghi in inverno, accendendosi di un giallo dorato tra fine settembre e metà ottobre, per poi virare al bruno e lasciare l’albero completamente spoglio.

Detto questo, è facile capire perchè non è così spettacolare ovunque e non basta un bosco qualsiasi per ammirare questo spettacolo della natura.

Ma quanto dura? In linea di massima, lo spettacolo ha inizio a partire dall’equinozio d’autunno (quindi l’ultima settimana di settembre), prosegue nel pieno del suo splendore per tutto il mese di ottobre per poi spegnersi del tutto agli inizi di novembre.

Ormai osservare il foliage è diventata una vera e propria “professione”, ogni Parco Nazionale e non organizza trekking alla portata di tutti in questo periodo dell’anno. Quindi se non ve la sentite di avventurarvi da soli, ma non volete perdervi lo spettacolo, qui troverete informazioni e trekking guidati per tutti i gusti in alcuni dei nostri Parchi preferiti:

www.pngp.it Parco Nazionale Gran Paradiso

http://www.montavic.it  Parco del Mont Avic

Esiste anche un treno, chiamato appunto Treno del Foliage, che da settembre a novembre attraversa i coloratissimo boschi di Val Vigezzo e Centovalli fino a Locarno (in Svizzera).

www.vigezzina.com

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Cose da sapere per un trekking in autunno

Se siete abituati ad andare per boschi, queste sono informazioni scontate. Se invece vi state avventurando per la prima volta in un bosco d’autunno, ecco alcune considerazioni utili per godervi lo splendore del luogo senza trasformare la vostra giornata in una spiacevole esperienza:

  • lunghezza delle giornate: una delle prime cose che può coglierci impreparati durante un trekking in questa stagione è che rispetto a quanto eravamo abituati fino a poco tempo prima (cioè in estate) le giornate si accorciano sempre di più, quindi calcolate bene i tempi del trekking o della passeggiata se non siete attrezzati per fare trekking con il buio. Nel dubbio portatevi comunque una frontale o una piccola torcia, non si sa mai!
  • condizioni atmosferiche: l’autunno si sa, un po’ come la primavera, è caratterizzato da tempo instabile. E’ importante ricordarselo per due motivi: l’abbigliamento e l’orientamento. Non siamo più in estate dove il clima è stabile e soleggiato, in autunno capita spesso (soprattutto in montagna) che una nube scenda in valle avvolgendovi nella nebbia. Oltre a mettervi in difficoltà per proseguire il sentiero, si farà sentire l’escursione termica (non solo tra giorno e notte ma anche tra sole e ombra). E’ opportuno proteggersi sia dal sole, con cappello, occhiali da sole e a volte anche crema solare, che dal freddo, con abbigliamento consono all’ambiente. Per quanto riguarda l’orientamento: ormai tutti siamo dotati di telefoni con GPS e mille applicazioni, ma ricordatevi che il telefono non sempre prende quindi, oltre ad avere mille applicazioni, è buona cosa prestare attenzione al sentiero mentre si è in marcia.
  • abbigliamento: in questo periodo dell’anno si può ancora camminare in maglietta nelle ore più calde della giornata, ma già all’ombra del bosco, o al mattino, la temperatura cambia. E’ buona cosa quindi vestirsi “a cipolla” (cioè a strati) o, se partite nelle ore più calde, mettere nello zaino abbigliamento termico. Non dimenticate l’abbigliamento antipioggia; non è raro di questa stagione trovarsi in mezzo ad una nube e, anche se non piove, l’umidità vi bagnerà comunque. Anche le scarpe sono importanti tanto quanto l’abbigliamento; anche se il vostro non sarà un vero e proprio trekking ma una tranquilla passeggiata, mettete scarpe comode e impermeabili, possibilmente con suola antiscivolo. Ricordatevi sempre che il sottobosco è umido e può bagnarvi scarpe e pantaloni, e le rocce del sentiero possono diventare scivolose, quindi è necessaria una scarpa adeguata.

Occasioni da non perdere!

Anche se non siete dei fotografi professionisti e non avete potenti mezzi tecnologici a vostra disposizione, potete avere l’opportunità di catturare scatti unici. La combinazione tra colori sgargianti, luce calda dell’autunno e condizioni atmosferiche, vi regaleranno paesaggi mozzafiato, giochi di rugiada e nebbie, riflessi di cascate come non ne avete mai visti. E se ancora non vi basta, la particolare inclinazione del sole e il tasso di umidità dell’aria vi daranno la possibilità di fotografare degli splendidi tramonti sulla via del ritorno!

Un’altra occasione da non perdere sono le sagre tipiche; in questa stagione ci sono ottimi prodotti da assaporare nelle pause tra una passeggiata e una foto, come vino, zucche, castagne, porcini, tartufi, mele.

ucca

Se volete qualche idea, cliccate qui Cammini d’autunno.

 

Autore: Giorgia Ricotti

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. iamtheoddnumber ha detto:

    Che splendide foto!! Io sono andata questo weekend proprio nel Parco del Mont Avic, i larici erano stupendi!
    C’è un nuovo post sul mio blog, venite a vederlo:
    https://iamtheoddnumber.wordpress.com/2017/10/09/il-borgo-degli-artisti/
    Giulia

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    1. justoncemoretravel ha detto:

      Noi (meteo permettendo) andremo questo weekend! Grazie,lo leggeremo sicuramente 😉

      Piace a 1 persona

      1. iamtheoddnumber ha detto:

        Consiglio il giro dei laghi al rifugio Barbustel (Champorcher), è stato molto suggestivo! A presto 🙂

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  2. justoncemoretravel ha detto:

    E’ vero, grazie non me lo ricordavo più! Buon foliage anche a te!! 🙂

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