Inquietanti presenze tra gli alberi del Bosco Sacro

In quel di Bomarzo, piccolo borgo arroccato sul tufo nel cuore della Tuscia, oltre alla misteriosa Piramide Etrusca troviamo un’altra curiosità che vale la pena di essere vista. Ai piedi dell’abitato, dalla parte opposta alla strada da cui provenite, scenderete lungo una strada che vi porterà al Sacro Bosco comunemente chiamato Parco dei Mostri per la presenza al suo interno di grottesche e curiose sculture disseminate tra gli alberi.

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L’intero parco fu ideato dal principe Pier Francesco Orsini nel lontano 1522, il quale decise di dare vita a quelle grandi rocce sparse per tutto l’anfiteatro naturale che definisce il bosco. Inutile dirvi che se vi aspettate un tipico e raffinato giardino dell’Italia rinascimentale avete sbagliato posto, perché questo giardino rappresenta un “unicum” e si allontana totalmente da quelle che sono le caratteristiche tipiche dell’architettura naturalistica di quell’Epoca. E’ un saliscendi di sentierini e scalette in pietra che vi accompagnano a conoscere ogni amena presenza del parco che, tra un albero e l’altro, fa capolino incuriosendo i visitatori. Vi verrà consegnato il percorso all’ingresso, con qualche cenno storico e alcune foto, ma non esiste un ordine preciso di presentazione delle statue e soprattutto non c’è un’apparente connessione tra una scultura e l’altra. Perciò perdetevi nel Sacro Bosco e nel suo labirinto di simboli.

 

Vi accorgerete strada facendo che le statue sono assolutamente incoerenti sia dal punto di vista prospettico che dal punto di vista delle proporzioni, alcune addirittura sembrano quasi in conflitto con l’ambiente circostante.

 

L’unico aspetto che si può ritrovare dell’epoca rinascimentale sono alcuni temi della cultura cavalleresca, che risuonano in tutto il bosco: incubo e spensieratezza. Si perché la sensazione che si prova guardando queste gigantesche figure è proprio questa, un misto tra paura e ridicolo, facendo sembrare ogni statua una materializzazione bizzarra (quasi ridicola appunto) delle nostre paure più profonde. Camminando dentro il bosco sembra davvero di essere catapultati dentro ad un poema cavalleresco, dove “la selva stregata sottopone il cavaliere a terribili sfide”. C’è tutto: il Sacro Bosco, definito sacro con il significato tipico di magico e stregato, e le statue che rappresentano le sfide che l’eroe deve superare.

 

Come per la Piramide Etrusca, anche chi ha studiato a lungo questo luogo non ne sa molto ancora oggi, soprattutto sui criteri di realizzazione. Non troverete una guida alle opere, ne lunghe didascalie davanti ad ogni statua. Per volere dell’ideatore troverete solo enigmatiche scritte che sarete voi a dover risolvere.

 

Qual è stato il nostro pensiero dopo aver fatto il giro nel parco? Un po’ poco rispettoso forse, ma entrambi abbiamo pensato “..o era un genio o era davvero suonato!”. In ogni caso vale la pena di farci un giro, si visita tranquillamente in un paio d’ore, e avrete il tempo di vedere anche il paese.

 

Per maggiori informazioni http://www.sacrobosco.it

Accesso al Parco: superstrada Civitavecchia-Orte (zona Viterbo) uscita Bomarzo. Proseguire in direzione del centro abitato e oltrepassare il paese; alla fine del borgo antico, svoltare a sinistra seguendo l’indicazione Parco dei Mostri. La strada risale per poi scendere di nuovo dall’altro lato del borgo, scendete fino al cancello del Parco (praticamente a fine strada).

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Il borgo antico di Bomarzo

Se dopo aver girovagato per il parco avete ancora voglia di fare due passi, spostatevi dal parcheggio e risalite la strada da cui siete venuti. Sulla sinistra troverete un ampio parcheggio sterrato che vi permetterà di entrare nel borgo con una ripida salita. Oppure proseguite lungo la strada e lasciate l’auto nel parcheggio dal lato opposto del paese (in prossimità dell’ascensore che vi porterà nella parte più alta del paese).

La parte più caratteristica è ovviamente quella del Palazzo Orsini e degli stretti vicoli dalle tortuose scale che si snodano attorno ad esso. E’ sicuramente meno caratteristico di altri borghi antichi arroccati sul tufo che troverete nelle zone vicine, ma nasconde angoli interessanti e tra i suoi boschi troverete molti altri misteri.

 

 

Ah, non potete andarvene senza aver assaggiato qualcosa al Bar Pasticceria Dolcissima ( in Piazza Roma, 71 )!! Se ve la sentite provate la Bomba alla crema, se non ve la sentite basteranno i cornetti o la frutta candita ricoperta di cioccolato. Buona merenda!

Per maggiori informazioni  http://www.bomarzo.net

 

Autore: Giorgia Ricotti

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