Viaggiare con un Travel Blogger

Perché viaggiare con un Travel Blogger? Bella domanda! Vi confesso che prima di stare ‘da questa parte’ me la sono fatta parecchie volte anch’io. Forse non si dovrebbe dire e, visto che “la pubblicità è l’anima del commercio” ( Cit. Massimo Legora ), forse non sto facendo neanche bella figura. Però è la verità. Visto che sempre più spesso mi viene chiesto “ma quindi!? Cosa c’entra un Travel Blogger in un viaggio di gruppo!? ” ho deciso di provare a spiegarvelo con parole mie. Non esiste una definizione, e sicuramente non saremo tutti d’accordo sul mio pensiero, ma il mondo è fatto di opinioni e questa è semplicemente la mia.

copertina gruppo

Se vogliamo partire dall’aspetto più professionale potrei dirvi due parole: sicurezza ed esperienza. Non mi riferisco soltanto alla quantità o alla qualità dei titoli che una persona può avere in tasca ( che contano, sicuramente ma che a volte non bastano per fare la differenza ); mi riferisco al fatto che in un viaggio di gruppo troverete la sicurezza che vi offre il Tour Operator unita all’esperienza di viaggio di un Travel Blogger che, avendo già raccolto sul campo una serie di esperienze, potrà fare in modo di farvi vivere il meglio. Farà un po’ da mediatore empatico, se così si può dire. Mi piace pensare il Travel Blogger non sia semplicemente uno scriba ( cioè qualcuno il cui unico scopo è scrivere libretti illustrativi per futuri viaggiatori ), ma una sorta di ponte tra le persone e il luogo che avete deciso di incontrare. Il Travel Blogger dovrebbe essere colui o colei che, senza presunzione né pregiudizio, ha la possibilità ( se pur per poco tempo ) di aprire le porte che vi separano da nuove culture, da nuovi mondi, rendendoli più vicini, più comprensibili o semplicemente più umani di quanto qualcun altro può avervi fatto credere. Credo ( e spero ) che un Travel Blogger possa essere qualcuno che, avendo già toccato con mano gioie e dolori di un viaggio, sappia sostenervi e accompagnarvi; qualcuno che non vi accompagna semplicemente, ma che possa condividere con voi un cammino, non solo fisicamente con uno zaino sulle spalle o una bicicletta sotto il sedere, ma anche emotivamente. Perché per me camminare non è solo abbassare la testa e macinare chilometri.. camminare è sentire: il tuo corpo, la tua mente, l’ambiente che ti circonda, le persone che incontri sul tuo cammino. Forse la mia è una visione un po’ troppo poetica, e chiedo scusa a tutti quelli che non sono d’accordo con questo mio pensiero, ma io la vedo così.

Volete un’altra magica parolina che mi faccia sembrare più professionale e meno sdolcinata? Eccola: condivisione. In parte la spiegazione può rientrare in quello che ho appena scritto, ma credo ci sia molto di più nascosto dentro questa parola. La condivisione ( sempre secondo me ) è un percorso lento, come la fiducia, che non si compra ma si crea e si coltiva, un passo alla volta. La condivisione è qualcosa che inizia ancora prima del viaggio stesso, il viaggio di gruppo se vogliamo è “solo” uno dei passi. Se avete deciso di venire con me, o con noi, probabilmente avete già iniziato a seguire le nostre tracce attraverso gli articoli o guardando le nostre foto; vuol dire che qualcosa di me, o di noi, vi è piaciuto almeno un po’, che condividete il nostro modo di vedere il mondo o di viaggiare, di scoprire, di raccontare. E’ come se in qualche modo ci conoscessimo già, se pur in piccola parte; vuol dire che già stiamo condividendo qualcosa, se pur in un modo insolito. Per me è questo che rende ogni viaggio di gruppo qualcosa di unico, al di là della destinazione. Perché vuol dire viaggiare con persone che ti hanno dato fiducia, attenzione, consigli, idee e soprattutto che ti hanno vista crescere  ( dal punto di vista professionale intendo ) e per me non c’è niente di più bello che poter dar loro l’occasione di emozionarsi, come ho fatto io prima di loro, di fronte ad un tramonto, un cielo stellato, un fuoco acceso davanti ad una tenda, in compagnia di altri viaggiatori.

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Esatto, viaggiatori. Perché credo che il vero motivo per cui vale la pena di viaggiare con un Travel Blogger, sia quello di essere viaggiatori e non turisti ( quello lo potete fare da soli, bastano una buona guida Lonely Planet e un po’ di pazienza ). Viaggiare in gruppo e con un Travel Blogger è una scelta consapevole. Vuol dire scegliere di condividere un bagaglio, non solo fisico ma di esperienze; vuol dire mettersi in gioco e a volte anche alla prova; vuol dire partire “da soli” e tornare insieme; vuol dire tornare stanchi fisicamente ma carichi moralmente, di entusiasmo e voglia di fare; vuol dire imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, lasciando indietro qualcosa di vecchio almeno una volta. Insomma, vuol dire tornare diversi da come si è partiti e profondamente arricchiti.

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Anche se sembrano parole banali, che avrete già sentito un milione di volte, io credo racchiudano molto:

“ Un viaggio è l’unica cosa che compri che ti rende più ricco ”

Ed è di questa ricchezza, secondo me, che un Travel Blogger dovrebbe essere custode e portavoce.

 

Autore: Giorgia Ricotti

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