Canyon della Val Gargassa

Questa stretta valle può essere considerata uno dei luoghi più caratteristici del Parco del Beigua. Risalendo il torrente Gargassa tra pozze smeraldo, canyon e suggestive formazioni rocciose in contrasto con la vegetazione, ci accorge subito che questo sentiero natura ha qualcosa di speciale: gole di nero conglomerato scavate da un piccolo torrente che, con forza e pazienza, ha saputo creare angoli di incontaminata bellezza.

All’apparenza inospitale, questa valle nasconde nella sua parte finale i segni dell’antica presenza dell’uomo: uno spiazzo erboso costruito su un terrazzamento nei pressi del torrente, che sembra strappato alla nera montagna, con alberi da frutto e ciò che resta del antico borgo di Vereira, testimonianza dell’antica produzione del vetro.

DSC04895

Accesso:  uscita autostradale Ovada, su autostrada Alessandria-Genova Voltri. Seguire le indicazioni per Rossiglione e da Rossiglione proseguire sulla strada provinciale in direzione Tiglieto. Oltrepassata la Cappelletta di S. Bernardo, un bivio a sinistra vi porta al campo sportivo ( località Gargassino). Il sentiero natura ha inizio proprio a lato del campo sportivo, nei pressi del tabellone illustrativo del Parco.

Val Gargassa

Difficoltà: l’Ente Parco classifica questo anello come EE (Escursionisti Esperti) per la presenza di due guadi e due tratti attrezzati con catena; secondo noi E (Escursionistico) è più che sufficiente, è necessario fare attenzione con la pioggia perché le rocce sono scivolose, ma è fattibile anche da bambini e animali.

Tempo:  4 ore (intero anello)

Dislivello: 180 m

Itinerario:

Il sentiero inizia a lato del campo sportivo, nei pressi del tabellone illustrativo del Parco del Beigua. Entrate dall’ingresso in legno e percorrete l’unico sentiero che troverete.  Il Sentiero Natura è marcato con il segnavia XX sino a Case Vereira e, nonostante i due guadi che incontrerete, è ben segnato.

Si inizia con brevi sali e scendi nel bosco, con il sentiero che corre a lato del torrente regalando da subito scorci interessanti. Usciti dal bosco, il percorso segue per un tratto la sponda sinistra (orografica) del torrente e incontrerete un tratto su roccia attrezzato con l’apposita catena, che corre a livello del torrente [ se è piovuto molto e il torrente è in piena potreste non riuscire a fare questo tratto – se piove fate attenzione ].

 

 

Il percorso prosegue poi in piano fino a quando non compariranno i primi torrioni di roccia nera che, stringendosi, vi daranno un assaggio delle caratteristiche pozze smeraldo e dei canyon scavati tra rocce di conglomerato nero con scarsa vegetazione. Proseguendo lo scenario si fa più interessante: le gole si fanno più imponenti e l’acqua ancora più verde, creando un suggestivo contrasto di colore.

 

 

Arrivati alla fine del canyon in sentiero scende bruscamente a gradoni verso il primo guado, che vi attende all’ombra di un torrione di roccia dall’aspetto particolare ( il cosiddetto Muso del Gatto ). Si passa sulla sponda destra idrografica del Rio Gargassa guadando in direzione dell’evidente cartello ( sempre con segnaletica XX ) dall’altro lato del torrente. L’attraversamento su grossi massi arrotondati può risultare difficoltoso in caso di pioggia, fate attenzione ( e ricordatevi che se il fiume è in piena non sarà possibile proseguire)!

 

 

Il sentiero risale il versante per un breve tratto, lungo il quale si possono intravedere i  torrioni della Rocca dra Crava e della Rocca Giana. Dopo un tratto più o meno pianeggiante si scende nuovamente a livello del torrente e, sempre seguendo il segnavia XX, si guada nuovamente il Rio Gargassa (questa volta in un tratto con meno difficoltà ma che, con la piena, non è percorribile). Risaliti pochi metri dal guado si apre il verde pianoro con alberi da frutta di Case Vereira, o meglio ( come dicevamo all’inizio ) di quello che resta dell’antico borgo.

 

 

Noi non ci siamo stati, ma da qui è possibile effettuare una breve deviazione:

“Dalle case Vereira si può percorrere il sentiero che prosegue verso sud, senza segnavia specifico ma ben tracciato, e proseguire nel bosco per circa 600 metri per giungere alla sorgente sulfurea. Una zona aperta dove tra rocce affioranti e bassi arbusti, scendendo verso il corso d’acqua si individua la sorgente con tipiche concrezioni attorno e un debole odore di zolfo.” ( tratto dal sito Parco del Beigua http://www.parcobeigua.it/index.php )

Sorgente_sulfurea_di_Veirera

Una volta arrivato, o ritornati, a Case Vereira avete due possibilità per ritornare al campo sportivo. La prima è ripercorrere a ritroso il sentiero fatto all’andata; la seconda è completare l’anello attraverso il sentiero panoramico che permette di ammirare gli scenografici canyon sottostanti.

Se avete scelto il sentiero panoramico, il percorso del ritorno è indicato con il segnavia ••• ( disposti a triangolo ). Attraversate di nuovo il prato, in direzione del guado che avete fatto all’andata, e troverete le indicazioni del sentiero natura che vi faranno costeggiare il lato destro del pianoro fino ad un ruscello.

 

 

Oltrepassatelo e iniziate la salita che in breve vi porta in quota; tra gli alberi è già possibile intravedere il Balcone della Signora ( una frattura verticale in un bastione di roccia nero-rossastra ). Terminata la salita tra le rocce il sentiero si fa pianeggiante e, oltre al panorama sui canyon della Val Gargassa, incontrerete un tratto di sentiero attrezzato con catena ( di pochi metri ); è leggermente esposto e stretto, ma fattibile in tranquillità ( se non soffrite eccessivamente di vertigini ).

 

 

Arriverete ad una piccola sella, se volete potete salire fino alla cima e.. domandarvi se siete davvero in Liguria! Guardandovi attorno da lassù capirete quanto è particolare e unica questa piccola valle nascosta nel cuore dell’entroterra ligure.

 

 

Riportatevi sul sentiero principale e iniziate la discesa sempre seguendo il segnavia con ••• . Alla fine della discesa incontrerete il piccolissimo Rio Gargassino, attraversatelo e risalite di nuovo costeggiando una recinzione a tratti dissestata. Arriverete ad un bivio, proseguite sulla strada sterrata tenendo la destra. Poco dopo la strada ritorna ad essere sentiero e scende rapidamente al campo sportivo da cui siete partiti.

Curiosità sui conglomerati della Val Gargassa

“ Si possono cogliere le differenti forme dei rilievi in relazione al tipo di roccia che li costituisce: i rilievi formati su conglomerato sono caratterizzati da pareti verticali originante per un sistema di fratture circa verticale. Tale caratteristica è all’origine della formazione degli spettacolari canyon che si incontrano e metà percorso e delle caratteristiche guglie e torrioni che si percorrono lungo il sentiero del ritorno.

Sulle lherzoliti serpentinizzate si formano versanti acclivi con numerosi affioramenti ed un suolo scarsissimo; sui rilievi formati da serpentinoscistisi sviluppano suoli relativamente sviluppati su cui crescono boschi misti con rari affioramenti. I rilievi costituiti da calcescisti sono distinguibili per la forma collinare, le pendenze modeste e boschi misti fitti sviluppati su profondi suoli che raramente espongono le rocce.

[..]

La formazione dei conglomerati risale a circa 35 milioni di anni fa quando, all’inizio dell’Oligocene, un antico mare, situato nell’attuale versante padano, ricoprì progressivamente le terre  emerse formando un nuovo ed ampio golfo. I processi di erosione sulle terre emerse portarono alla formazione, al trasporto ed all’accumulo di  grandi quantità di materiale detritico, sia in ambiente continentale, sia in ambiente marino.

Il conglomerato, di colore bruno-rossastro, è costituito da frammenti, in prevalenza di natura serpentinitica, di dimensioni da centimetraci a decimetrici, più o meno arrotondati a causa del trasporto che hanno subito prima della deposizione. I conglomerati che si possono osservare in sito sono la testimonianza di quel che resta di un deposito detritico accumulatosi in un ambiente di piana alluvionale o zona lagunare oligocenica.

Lungo il sentiero della Val Gargassa è possibile osservare numerosi  affioramenti  di conglomerato ed è possibile osservare la stratificazione, caratteristica tipica delle rocce sedimentarie. Nel caso specifico dei suddetti conglomerati,  i ciottoli, si sono depositati secondo piani subparalleli (detti strati), sovrapposti l’uno sull’altro, fino a formare uno spessore complessivo di alcune centinaia di metri.” –  tratto dal sito del Parco Beigua

 

Se volete farvi un’idea di cosa vi aspetta, cliccate qui!

 

 

Altri itinerari nel Parco del Beigua:

Lago della Tina – Rifugio ArgenteaI dintorni del Bric del DenteMonte ReixaMonte Rama

Se sei alle prime esperienze di trekking possono interessarti questi consigli:

Cosa vuol dire fare trekkingDislivello e difficoltàDislivello e difficoltàUna notte in RifugioUna notte in BivaccoViaggi in trekking

 

Autore: Giorgia Ricotti

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Djscanf ha detto:

    Acqua cristallina che scorre in una valle incontaminata, cosa si può volere di più?
    ottime e precise le indicazioni, non si può proprio non andare 😀

    Piace a 1 persona

    1. justoncemoretravel ha detto:

      È davvero particolare!! Merita un giro sicuramente 😉

      Mi piace

  2. iamtheoddnumber ha detto:

    Ma che bello! Tra l’altro, vicino a casa (io abito in provincia di Alessandria)…me lo segno!

    Mi piace

    1. justoncemoretravel ha detto:

      Vedrai che non ti deluderà!! 😉

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...