Glacier du Miage

Quest’anno è un anno particolare per me, ho deciso di tentare la salita alla Capanna Margherita ( 4554m ) a fine estate e, come molti di voi già sanno, bisogna arrivare preparati sia per l’acclimatamento ( Mal di montagna ) che per quanto riguarda l’allenamento ( Dislivello e difficoltà ). Quindi abbiamo deciso di dedicare il nostro viaggio estivo alle splendide valli alpine a cavallo tra Italia e Francia, per unire l’utile al dilettevole: allenarci e farvi scoprire qualche angolo nascosto in luoghi poco conosciuti. Iniziamo da qui, la splendida Val Veny, ultima valle italiana e una delle prime valli del mio cuore. La prima volta che sono venuta qui era fine settembre, e una volta arrivata al Lac du Combal dove si apre la parte finale della valle, il cuore ha iniziato a battere forte. L’aria frizzante che ti spettina i capelli, i colori dell’autunno e una geografia che sembrava conosciuta: la Patagonia! ho detto. Ovviamente in miniatura e non altrettanto wild, ma nel suo piccolo ha tutto ciò che serve per meravigliare chiunque. Di cose da raccontare ce ne sono molte in questa valle, e piano piano vi racconteremo tutto ciò che possiamo. Oggi iniziamo dal più imponente e curioso scenario che troverete qui: il Glacier du Miage.

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Una “marea nera”

La prima volta che ho percorso la strada che risale la Val Veny non mi ero resa conto che quell’apparente “ghiaione sconnesso” ai lati del torrette che percorre tutta la valle, fosse in realtà la parte finale della lingua morenica del Ghiacciaio del Miage. E soprattutto, solo dopo essere stata nel luogo in cui il ghiaccio scompare, ho compreso quanto lungo fosse il ghiacciaio e quanto lunga fosse la sua morena. Giusto per darvi due numeri: è lungo più di 10 km e si estende per 1100 ettari. Questi numeri, di cui si comprende la portata solo alla vista, lo rendono il più grande ghiacciaio nero ( o debris covered glacier – cioè ghiacciaio coperto da detriti ) delle Alpi Italiane.

Perché nero? Perché per 5 km² la sua lingua di ablazione è interamente ricoperta da detrito roccioso, con spessore variabile da qualche metro a qualche centimetro. Ricorderò sempre la delusione (solo momentanea) della prima volta che sono salita lungo il sentierino franoso che porta in cima alla morena; non appena lo sguardo è arrivato oltre il muro di pietra ho pensato “cos’è sta roba? Ho sbagliato strada?”. Per dirla in parole povere, quello che vi troverete di fronte è un enorme distesa di sassi che niente ha a che vedere con l’idea di ghiacciaio che abbiamo tutti. Detta così sembra uno scenario per nulla attraente, ma vi assicuro che è tutt’altro che deludente! Non troverete ghiaccio in vista, ma vi sembrerà di essere catapultati su un altro pianeta in pochi secondi. Sarete avvolti da un paesaggio lunare, che va interpretato con attenzione se deciderete di entrarvi. Il ghiacciaio è coperto di detriti da quota 1800 m della fronte fino ad oltre 2400 m di quota, quindi vi sembrerà sfasciume a perdita d’occhio. Ma se guardate con attenzione vi accorgerete che non è una distesa regolare, compaiono qua e là solchi e voragini da cui fanno capolino ghiaccio e pozze d’acqua.

Ecco, questo è uno degli aspetti più pericolosi e da tenere bene a mente. Perché bisogna sempre ricordarsi che non camminerete su roccia stabile, ma sarete sempre e comunque su ghiaccio; ghiaccio che “cammina” se pur lentamente, ghiaccio che è fragile esattamente come altrove. Il fragore che sentite non proviene dalle montagne circostanti ancora coperte di neve, o dal Ghiacciaio Bionnassay da cui ha origine il Ghiacciaio del Miage, vengono da sotto i vostri piedi esattamente come lo scorrere dell’acqua. La fusione del ghiaccio qui ha caratteristiche ancora più particolari, perché grazie alla copertura detritica ha un’estrema variabilità a parità di quota. Anche questa volta abbiamo trovato numerosi studiosi e numerosi strumenti per il monitoraggio di questi valori, e tutti gli studi ( a conferma della particolarità di questo ghiacciaio ) riportano questa riflessione:

Va infatti considerato che il detrito roccioso se presente in spessore superiore a quello definito “critico” è in grado di limitare intensità e velocità dell’ablazione, in caso contrario. Quando il detrito sopraglaciale è sufficientemente stabile è possibile che esso costituisca anche un substrato per lo sviluppo di comunità animali e vegetali.

Dopo aver provato l’ebrezza di camminare sulla Luna, dopo aver provato il brivido della terra che si muove sotto i vostri piedi e il conseguente sussultare al rombo dei crolli, potete rilassarvi e godervi la prova scientifica di questi fenomeni comodamente seduti sulle sponde del Lago del Miage ( a quota 2020 m ) dove avviene da oltre due secoli l’attraente e rumoroso fenomeno del distacco di iceberg dalla falesia di ghiaccio a contatto con il lago.

Il fenomeno degli Iceberg

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Come vi dicevo, una delle caratteristica del lago è lo spettacolare fenomeno del distacco di iceberg dalla parete di ghiaccio. Questo fenomeno viene chiamato distacco del ghiaccio o calving, ed è stato studiato negli ultimi anni soprattutto per gli aspetti di pericolosità legati alla formazione di onde ( alte anche qualche metro ) formate in seguito al crollo degli iceberg nel lago. Ovviamente le onde si riversano maggiormente sul settore a ridosso della parete di ghiaccio dove il lago raggiunge le minori profondità. La cronaca ci ricorda questo:

“Nel 1996 ben 11 turisti sono stati investiti, fortunatamente senza danni gravissimi, da un’onda innescata dalla caduta di un grosso blocco di ghiaccio nel lago. È quindi opportuno che chi visita il lago e osserva questo affascinante fenomeno si posizioni sulla sponda opposta (più lontana) alla falesia dove la profondità del lago è maggiore e quindi le onde raggiungono altezze minori.”

 

Il lago c’è ma non si vede

Il Lago del Miage è famoso anche per un altro fenomeno: gli svuotamenti improvvisi. Da fine Ottocento ad oggi ognuno di questi svuotamenti è stato osservato e riportati in letteratura o in dipinti ed immagini. Ad ogni rapido svuotamento, ahimè segue un lento riempimento, che però riporta sempre il lago alle condizioni iniziali. Ma come fa a sparire? Mistero? No ce lo spiega come sempre la scienza.

Questi svuotamenti improvvisi sono innescati dalla dinamica del ghiacciaio che costituisce anche metà della pavimentazione del lago del Miage che è pertanto da considerare per metà epiglaciale e per metà lago di contatto glaciale. A causa del lento e generale ritiro del ghiacciaio del Miage e in generale dei ghiacciai del massiccio del Monte Bianco, negli ultimi tempi il livello di acqua del lago diminuisce progressivamente. Se fino al 2010 esso era profondo decine di metri, adesso si possono osservare quattro distinti piccoli bacini, profondi non più di qualche metro.

Come raggiungere il Lago del Miage

Accesso: uscita autostradale Courmayeur. Oltrepassate l’abitato seguendo le indicazioni per il traforo del Monte Bianco, svoltate a sinistra appena fuori dal paese seguendo le indicazioni Val Veny; proseguite fino a che la strada non termina in loc. La Visaille.

Itinerario:

Una volta lasciata l’auto sulla strada in prossimità della sbarra in loc. La Visaille, proseguite a piedi lungo la stessa strada che in circa 1 ora e 10 min vi porta alla Cabane du Combal ( 1968m ) con il sentiero 18 A. Una volta arrivati al Ristorante d’alta quota seguite il sentiero che sale alle spalle della Cabane e seguite le indicazioni Lago del Miage. In circa 15 min avrete raggiunto la meta, sempre se non siete capitati nel raro momento di “sparizione” delle acque turchesi.

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Se costeggiate il lago turchese sulla sinistra potrete raggiungere il lago verdastro in cui è possibile osservare il fenomeno degli iceberg e, se avete voglia di fare un po’ di fatica e non soffrite di vertigini, risalendo nel bosco alle vostre spalle potrete raggiungere la cima della morena glaciale e godervi il mare detritico del ghiacciaio nero più vasto delle Alpi Italiane.

Per attraversarlo ci vuole un po’ più di esperienza, perché come vi dicevo ci sono crepacci nascosti in ogni dove e crolli da brividi che possono mettervi in pericolo. Camminando sul crinale della morena però potrete fare sempre interessanti incontri!

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Autore: Giorgia Ricotti

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. iamtheoddnumber ha detto:

    Assolutamente da vedere!!

    Piace a 1 persona

    1. justoncemoretravel ha detto:

      Decisamente!!! Anche solo fino al Lago del Miage regala uno spettacolo incredibile 😉

      Piace a 1 persona

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