Una notte in Bivacco

Come per l’articolo Una notte in Rifugio, voglio raccontarvi com’è l’esperienza in un bivacco. E’ risaputo che da cosa nasce cosa e parlando con i ragazzi che sono venuti con noi al Bivacco Reboulaz per la loro prima volta in bivacco, mi sono venute in mente un po’ di cose utili da raccontarvi per non trovarvi in difficoltà. Se siete già stati in rifugio dovrete solo rivedere e correggere le cose da portare, consapevoli che in bivacco non c’è nulla; se invece siete alla vostra prima esperienza, è necessario fare un po’ di chiarezza.

Cos’è un bivacco?

Come per i temi che abbiamo trattato nell’articolo di introduzione al trekking ( Cosa vuol dire fare trekking ), vi spiego la differenza tra le varie strutture ricettive che potete trovare in montagna. Queste definizioni sono tratte dai regolamenti CAI – Club Alpino Italiano che, per chi non lo sa, è l’Ente Nazionale responsabile della gestione dei rifugi e dei sentieri su territorio nazionale.

RIFUGI : strutture ricettive sorte per rispondere alle esigenze di carattere alpinistico ed escursionistico gestite o custodite ed aperte al pubblico con le modalità stabilite dalla sezione, convenientemente predisposte ed organizzate per dare ospitalità e possibilità di sosta, ristoro, pernottamento e servizi connessi ed attrezzate per il primo intervento di soccorso. Dotate di locali separati ad uso Gestore/Custode e di un locale invernale con accesso indipendente per il pernottamento durante i periodi di chiusura. In questa categoria sono compresi i rifugi incustoditi a cui tutti possono accedere ritirando le chiavi a valle con le modalità stabilite dalla sezione.

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PUNTI DI APPOGGIO : strutture fisse generalmente ricavate con corretti ma modesti interventi di restauro e recupero di esistenti edifici tipici dell’ambiente montano quali casere, baite, malghe non più utilizzate, purché agibili, al fine di salvaguardare un aspetto del paesaggio tradizionale della montagna. Ubicate, in luoghi dove non esistono rifugi alpini devono consentire il ricovero ad alpinisti ed escursionisti, con una attrezzatura semplice, ma indispensabile al pernottamento. Raggiungibili esclusivamente a piedi con sentieri o mulattiere, hanno la funzione di punti di appoggio e di transito lungo itinerari in media quota, alte vie, traversate. Sono escluse funzioni di gestione per servizi di fornitura cibi e bevande. Per la relativa manutenzione si procederà come per i bivacchi.

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BIVACCHI : costruzioni di modeste dimensioni con capienza normalmente non superiore ai 12 posti, generalmente ubicati nelle zone più elevate delle catene montuose, frequentate per alpinismo classico, quali basi prossime agli attacchi delle vie di salita o lungo percorsi alpinistici di quota. Sono strutture incustodite e aperte in permanenza, attrezzate con quanto essenziale per il pernottamento o il riparo di fortuna degli alpinisti. Le Sezioni si devono interessare direttamente per la loro permanente apertura e per la perfetta manutenzione, nonché delle condizioni igieniche, di pulizia estesa agli spazi adiacenti al bivacco.

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Come ci si comporta in bivacco?

Così come il pagamento del pernottamento in Rifugio non ci autorizza a pretendere servizi che non si possono avere, ad essere maleducati e a non portare rispetto per le persone che gestiscono quel luogo con fatica e pazienza, in un Bivacco ( che è gestito solo da chi vi arriva ) è necessario un comportamento ancora più rispettoso e consapevole, consono al luogo in cui si è e che si ha a disposizione. Cosa vuol dire?

Vuol dire che bisogna avere sempre ben chiaro che il bivacco è di tutti! Dalla più piccola cosa che trovate al suo interno, alle mura che vi ripareranno dalle intemperie, è qualcosa che viene messa a disposizione di tutti o costruita da persone che amano così tanto la montagna che con sudore, fatica e spesso senza nemmeno un aiuto economico, fanno in modo di rendere migliore o più agevole la nostra vita in quell’ambiente. E’ come un bene pubblico, ma secondo me ha ancora più valore e per questo va trattato con ancora più cura. Un bene pubblico si compra e le persone vengono pagate per prendersene cura. Il bivacco è gratuito, esiste per la volontà di persone che amano la montagna e, in modo indiretto, anche voi che siete lì in quel momento. In bivacco troverete letti, con materassi e coperte, stufa e spesso legna già tagliata per accenderla e scaldarvi; troverete stoviglie per cucinare, spesso anche generi di prima necessità ( pasta, thè, sale, scatolette o generi non deperibili ), il necessario per rassettare e per appendere i panni da far asciugare. In alcuni bivacchi troverete riviste, carte da gioco, il diario degli ospiti e a volte anche una radio per le emergenze. Tutto quello che è lì per voi e che userete è il frutto della fatica di qualcun altro che, senza chiedervi nulla, ha portato. E non parlo solo di chi si è occupato della costruzione del bivacco o del suo allestimento, ma anche ( e soprattutto ) di altri come voi che, con rispetto e volontà, vi hanno lasciato un luogo pulito e delle provviste. Sì perché, se non fosse ancora chiaro, nessuno pulirà il vostro sporco e nessuno riordinerà il vostro disordine; quello che lascerete o che porterete via sarà un danno soltanto per altri come voi che verranno dopo di voi. Voi direte “..vabbè, puliranno!” certo, ma a voi farebbe piacere arrivare e trovare uno schifo in cui dover passare la notte ( che magari è li da tre giorni ) !? No vero. Mi direte anche “..eh vabbè, ma se uso la pasta e non lascio nulla chissenefrega, avranno da mangiare gli altri!” certo, ma se foste in difficoltà di rientro da un trekking e da una bustina di miele o di thè caldo dipendesse la vostra salute!? E’ una ruota che gira, e se tutti facessero così sarebbe un disastro. Potreste anche dirmi “..ecchissenefrega degli altri ( tanto io non torno più qui )!!” certo, ma se gli altri facessero lo stesso e la vostra vita dipendesse dal loro comportamento!? In montagna non si può mai sapere, e non lo dico per portare sfiga.. può sorprendervi un temporale e un riparo può salvarvi la vita, potreste aver valutato male la difficoltà di un trekking o di una cima e un luogo dove appoggiarvi per un’emergenza può fare la differenza. Se non riuscite ad essere rispettosi ed educati per altri motivi, cercate di esserlo almeno per questo. Un rifugio e a maggior ragione un bivacco è come se fosse casa per tutto il tempo in cui ci restate e dentro di voi sapete benissimo come vorreste trovare casa: pulita e ordinata, non sporca e spoglia. Quindi, siate rispettosi di cose e persone, ricordando che quel luogo è una base sicura per molti e la salvezza di alcuni. In questi due giorni in bivacco, mentre pulivo tavoli e pavimenti dopo aver riordinato e sistemati i letti prima di ripartire, mi è stato detto “..siamo qui in 30 perché devi farlo tu? Non sei la serva..”. A sentire quelle parole mi sono un po’ incazzata, perché dette da una persona che conosco suonavano davvero male.. Ho risposto semplicemente “..perché non dovrei farlo!?” perché dare spiegazioni era inutile visto che era uscita quella domanda. La risposta è che l’ho fatto per me! Perché io vivo la montagna nel rispetto di cose e persone e fare quello che stavo facendo era un atto dovuto. Quando sono arrivata ho trovato pulito e lascio pulito, quando sono arrivata ho trovato in ordine e lascio in ordine, quando sono arrivata ho trovato cibo e acqua e ne ho lasciato a mia volta per chi verrà dopo; quando sono arrivata mi sono sentita a casa ed è quello che deve succedere a chi verrà dopo di me. Non ha importanza se gli altri non lo hanno fatto, ognuno risponde a sé stesso. Io ho imparato a vivere la montagna in un certo modo e, anche se avessi trovato sporco e in disordine, avrei lasciato pulito perché la montagna è anche ( o forse dovrei dire soprattutto ) questo: solidarietà e rispetto. I cafoni, i maleducati o i menefreghisti ci sono ovunque e ci saranno sempre, ma non per questo siamo autorizzati a fare lo stesso.

Cosa metto nello zaino se vado in bivacco?

Qui di seguito troverete un breve elenco delle cose indispensabili per un weekend con pernottamento in bivacco. In questo articolo ( Viaggi in trekking ) troverete maggiori indicazioni su abbigliamento e consigli per trekking di più giorni, ma nel caso del bivacco è necessario aggiungere alcune cose perché non c’è corrente elettrica, ma troverete sempre candele. Non c’è sempre la bombola di gas con il fornelletto, ma c’è sempre almeno la stufa. Non c’è il wc, si fa tutto all’aria aperta. Non c’è acqua corrente, a volte non ci sono neppure fontane o fonti nelle vicinanze.

Soprattutto se il cammino è lungo non si può sempre avere la certezza sul tempo che si trova. Quindi è meglio avere sempre nello zaino alcune cose indispensabili:

  • K-way/poncho con cappuccio ( sembra una banalità ma io sono riuscita a fare anche questo all’inizio.. pensavo “tanto ho il cappello”.. La prima volta che ho preso la pioggia avevo l’acqua fin nelle mutande, perché entrava dal colletto del k-way )
  • Calze di ricambio e indumenti di ricambio ( anche questa è un’apparente banalità ma vi renderete conto di quanto sia vitale all’arrivo in rifugio dopo una giornata di pioggia che vi ha inzuppato pure le calze.. )
  • Indumenti pesanti per la sera/freddo e indumenti leggeri per il giorno/caldo ( imparate a vestirvi “a cipolla” )
  • Scalda collo, cuffia e guanti leggeri
  • Cappello/bandana
  • Occhiali da sole e crema solare
  • “pigiama” ( un cambio per dormire )
  • necessario per igiene personale
  • Sacco a pelo
  • Ciabatte
  • Torcia frontale
  • Sacchetto per la spazzatura
  • Strumenti tecnologici a piacere ( ricordatevi sempre che è tutto sulle vostre spalle.. ) tra cui almeno cellulare/gps
  • Riserva di carica
  • Kit pronto soccorso ( esistono già pronti anche nei negozi di sport )
  • Medicine personali e medicine di prima necessità: antidolorifico, antipiretico, disinfettante, fermenti lattici, antibiotico ad ampio spettro, crema idratante e lacrime artificiali. Sarebbe buona cosa anche il potabilizzante per l’acqua, che non si sa mai.
  • Acqua e cibo per il trekking in base alle tappe ( nota: informatevi se ci sono fontane nelle vicinanze per ridurre il quantitativo di acqua da portare e informatevi se ci sono rifugi nelle vicinanze in cui poter reperire cibo, altrimenti calcolate bene le scorte e prediligete alimenti liofilizzati, sottovuoto/sottovuoto che siano leggeri e poco ingombranti )
  • Stoviglie da campeggio ( anche in questo caso informatevi su cosa troverete in bivacco, se avete la certezza di avere a disposizione le stoviglie basteranno il coltellino svizzero ed eventualmente un paio di ciotole pieghevoli in silicone )
  • Fornelletto da campeggio con bombola ( se siete sicuri di avere almeno la stufa non sarà necessario)
  • Carta igienica ( sembrerà una cazzata ma.. non c’è il bagno! )
  • Tappi per le orecchie se avete il sonno leggero
  • Cartina ( o se non siete voi a dover gestire il trekking, almeno qualche riferimento di destinazione da fornire in caso di emergenza )

Mi raccomando, non dimenticate a casa lo spirito di adattamento e la voglia di socializzare. Con un sorriso sarà tutto più facile!

Volete vedere un bivacco? Ecco il piccolo ma accogliente Bivacco Comino!

Adesso siete pronti a partire, buona montagna a tutti!

 

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Autore: Giorgia Ricotti

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