365 giorni

Diario di bordo di un’aspirante Blogger  

Oggi – 4 Settembre 2018 – il Blog di Just Once More Travel&Trek compie un anno e volevo condividere con voi soddisfazioni e fallimenti che si nascondono dietro a questo anno di cammino insieme. Vi racconto sempre di trekking, passeggiate , avventure in giro per il mondo, di cammini che mi hanno arricchita o che mi hanno fatta stare male, di tutte le strade fatte con il cuore; ma non vi racconto spesso di me e dei cammini che invece si fanno nel cuore. Questo fa parte proprio di questo tipo di cammino, non fisico fatto di fatica e sudore concreti, ma dell’anima. Sicuramente non è stato fisicamente stancante come fare un 4000, perché a parte qualche mal di testa e un po’ di torcicollo per le ore passate al PC ( a cui non mi sono ancora abituata ) non c’è stato un grosso impegno, ma a volte la fatica per cambiare noi stessi si fa sentire tanto quanto le grandi imprese alpinistiche. Come avrete letto qui Chi siamo Just Once More non è solo un Blog, ma rappresenta molto di più per me.

Probabilmente starete pensando “ oooh chissà che fatica scrivere 4 cavolate su un sito internet!! Scrivi di cose che ti piacciono.. grazie tante!” oppure ( come mi sento dire spesso ) “…sei sempre in giro cosa vuoi di più!?”. Tutte considerazioni vere, ma vi assicuro che dietro quello che leggete c’è molto di più dei 10 min d’orologio per battere l’articolo a computer ( e, giusto per precisare, nessuno paga i miei viaggi ). Non lo dico né per lamentarmi né per vantarmi, lo dico perché 365 giorni fa quando ho aperto il blog pensavo esattamente le stesse cose. E anche se non ho aperto il blog con l’idea di fare soldi a palate e di girare il mondo a spese degli altri, ero comunque convinta di poter trovare una soluzione per poter portare a casa qualche soldino e ammortizzare le spese. Bene, dopo un anno di fatiche mi sembra giusto dirvi che, chi più chi meno, ci siamo sbagliati tutti di grosso! Forse sono io che sono totalmente incapace di fare dei soldi ( anzi quasi sicuramente! ) ma in questo viaggio sto imparando ogni giorno che i soldi servono, ma la vera ricchezza si conta in altro modo. E per come la vedo io, in questo anno mi sono arricchita molto di più di tutti gli anni che ho passato altrove con un ottimo stipendio.

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Sicuramente avete letto e riletto perché è nato Just Once More, ma forse non vi ho mai raccontato come è nato. E’ nato in un pomeriggio di fine estate, dopo una chiacchierata in famiglia per il compleanno di mio padre. Era un brutto periodo per me, ero senza lavoro da mesi e non sapevo dove sbattere la testa.. Avevo le idee chiare sul perché avevo lasciato un posto sicuro, con uno stipendio fisso, in un servizio pubblico, ma senza un soldo in tasca non vedevo soluzione per raggiungere quel sogno che mi aveva spinto a fare quel gesto “eroico”. Mia sorella ad un certo punto ha acceso il PC e ha detto una cosa del genere “..adesso apri il blog per davvero, è ora di passare ai fatti!” . Erano mesi che leggevo e mi documentavo per capire come fare, se era possibile, quanto costava e di chi avevo bisogno; ma tra la paura di affrontare l’ignoto e la consapevolezza che i soldi non c’erano, continuavo a rimandare. Non ho avuto nemmeno bisogno di dirlo, mia sorella aveva già capito. Mi ha guardata e mi ha detto “Mi hai sempre insegnato a credere nei sogni. Ce li metto io i soldi, tu devi solo preoccuparti di farlo funzionare!”. In quel momento non ero ancora pronta per comprendere fino in fondo la lezione che c’era in quel messaggio, ero troppo indaffarata a combattere i fantasmi della mente per la mia situazione lavorativa, e ho passato mesi a sentirmi in debito verso di lei quando invece avrei dovuto essere soltanto infinitamente riconoscente. Io purtroppo ero fatta così, non sono mai riuscita a chiedere aiuto nemmeno quando era necessario; per me chiedere aiuto era un disonore mortale, indice di fallimento e debolezza. Ma per fortuna questa avventura è riuscita a cambiare anche questo aspetto. Dopo qualche tempo ho capito quale era la lezione da imparare quel giorno: se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto. E per me la prima cosa da fare era abbattere il muro del “devo farcela da sola (a qualunque costo!)!” accettando che chiedere aiuto non è una sconfitta, ma un’opportunità.

L’altro vortice da cui ho dovuto uscire di lì a poco è stato quello della fretta: di scrivere, di fare, di arrivare, di avere tutto perfetto e funzionante. Inutile dire che non si può pretendere che tutto funzioni al meglio subito, e non ci si può affannare fino allo stremo per fare quantità se va a scapito della qualità. Ti ritroverai solo con cose fatte un tanto al pezzo e parecchio mal di testa. E così tra una capocciata, una botta d’ansia e un po’ di sconforto uniti a tanta ( ma tanta ) buona volontà, eccomi qui: a raccontarvi cos’ha imparato una Nessuno come tante grazie a un semplice Blog. Ah, se sperate di sentirvi dire che facendo i Travel Blogger si diventa ricchi potete anche smettere di leggere.. da quel punto di vista sono povera esattamente come prima, ma non ero partita con l’idea di diventare ricca e famosa ( che ci crediate o no, ero partita con l’idea di fare qualcosa che mi piaceva ). Per questo rassegnatevi all’idea che ormai il mercato è saturo e, se non siete veramente bravi, di carriera ne farete poca. Quello che non pensavo di imparare in questo viaggio, perché avrei pensato di trovare altrove questo insegnamento, è la consapevolezza che la vera ricchezza non è fatta di soldi ma di persone e di emozioni. E da questo punto di vista, sono molto più ricca di quanto potessi immaginare!

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Ma quindi tutta questa ricchezza dove sta?

Negli insegnamenti, che un giorno dopo l’altro e un passo alla volta, mi hanno cambiata nel profondo.

Ho imparato che gestire un Blog è molto più impegnativo del previsto. Non basta saper scrivere ( cosa che per altro non ho la presunzione di saper fare e che spero di migliorare parecchio in futuro ) o avere dei soldi da investire, gestire un Blog richiede competenze. Quindi? Bisogna studiare, leggere, informarsi, provare, sbagliare e chiedere aiuto. E non essere né presuntuosi né timorosi, bisogna imparare ad accettare i consigli anche se fanno male e bisogna imparare a chiedere senza paura di fare la figura del cretino.

Ho imparato che da sola non sono sufficiente, neanche studiando e leggendo, insieme è meglio. Quindi? Fatevi aiutare. Non solo per le competenze che non avete, ma anche da qualcuno di cui vi fidate e che sappia dare opinioni costruttive sul vostro operato. Siate onesti con voi stessi, potete saper fare tutto e non lo saprete fare bene subito. E poi quando scoprirete cosa c’è dietro ai meccanismi del web e dei social media ( dal “farvi trovare” al trovare una nicchia ) capirete che le opinioni i amici e parenti non bastano.. servirà rimboccarsi le maniche e imparare anche cose che vi fanno schifo, come l’informatica ( dove per esempio ho sempre avuto 4 al liceo.. ) o il marketing ( altra materia a me sconosciuta.. ).

Ho imparato a non demoralizzarmi, solo perché i risultati non arrivano subito non vuol dire che non arriveranno mai. E detto da una che non è mai riuscita a finire neanche il mese in palestra perché i risultati non si vedevano subito.. è un grande risultato personale! L’arte della pazienza per me è uno dei più bei regali che poteva farmi questo cammino; riuscire ad usare meglio il mio tempo consapevole del fatto che è un dono ( Il dono del tempo ) e che quello che coltivi con amore prima o poi fiorisce, vale più di uno stipendio.

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Ho imparato che a credere in me stessa e nelle mie possibilità: una dislessica che inizia a scrivere articoli e che inizia a leggere libri sui social media per imparare cose nuove, è la dimostrazione che i limiti sono solo nella nostra testa ( come i confini ). Se vuoi, puoi. Con calma e pazienza, ce la puoi fare anche se non ci credevi nemmeno tu. “Non sei mica famosa!” direte voi. Lo so, e neanche mi interessa. Ma vista la considerazione che avevo di me un anno fa e le prospettive di riuscita nella scrittura che avevo davanti.. sapere che il mio blog non lo leggono soltanto i parenti più stretti sotto minaccia, è già tanta roba! Allo stesso modo ho imparato ad essere consapevole dei miei limiti, vivendoli con serenità e imparando che anche loro si possono trasformare in forza. Perché alla fine, puoi anche essere dietro uno schermo, ma se non stai bene tu o non stai bene con te stesso, non potrai trasmettere nulla di positivo alle persone che leggeranno le tue parole.

Ho imparato a difendere quello che sono, proteggendo quello che ho creato con fatica ed amore. Perché per quanto piccolo e visibile a pochi, Just Once More è una parte di me e della mia crescita. L’ho capito il giorno in cui mi è stato chiesto di “farlo sparire” in cambio di un lavoro, che non vi nego fosse parecchio allettante.

E alla fine, per fortuna, ho imparato a non avere paura. Ci sto ancora lavorando, perché è il muro più alto da abbattere, ma oggi so che ce la posso fare. A volte è dura vivere fuori dalla Comfort Zone ( = un lavoro fisso, un bello stipendio, ecc. insomma il classico studia, trova un posto fisso, sposati e matti su famiglia, vai in pensione che ci insegnano da quando veniamo al mondo ) per correre dietro ad un sogno, soprattutto se per 33 anni sei stata lì dentro. C’è sempre una parte di me che nei momenti bui mi sussurra “.. ma non avrai fatto una mega cazzata!?” . Ma per fortuna c’è Massimo, che con amore e pazienza mi ricorda ogni giorno che quello che accade ( le difficoltà economiche per investire tempo ed energia in questo progetto in continuo divenire ) fa parte della rinascita che ho scelto ed è funzionale al futuro che vorrei.

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E sempre a proposito della paura, ho imparato anche a non aver paura di quello che dice la gente perché a volte lo fa solo per cattiveria, senza sapere minimamente cosa c’è alle mie spalle o cosa vuol dire portare le mie scarpe. Ma per fortuna ci sono io, che ho imparato a ricordare a me stessa che ognuno di noi è diverso, ed è la nostra fortuna perché anche dal cretino più nefasto puoi imparare qualcosa, così come anche un calcio in culo ti spinge in avanti. Se hai la coscienza pulita e sai di aver fatto tutto ciò che era necessario, quello che pensa la gente è affar loro.

L’ultima cosa che ho imparato, e che sto toccando con mano soprattutto in questi giorni, è che sono cresciuta molto ( come persona intendo ) ma c’è ancora una cosa importante da imparare. Ed è ciò che può fare la differenza davvero. Attraverso il Blog, il gruppo di cammino, la pagina e grazie alle persone incontrate o perse, ho imparato ad essere migliore ma non ho ancora superato del tutto la mia più grande paura. La paura di essere libera. Perché alla fine Fromm aveva ragione:

“L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano dei rischi [..]”

Ma questa è un’altra storia, che inizia oggi e spero di raccontarvi in futuro.

Per ora posso solo dire grazie ad ognuno di voi, perché ( anche se non vi conosco di persona ) senza la vostra attenzione, le vostre parole, i vostri consigli e le vostre critiche, senza la vostra presenza ( o assenza ) e senza la vostra voglia di condividere e viaggiare, mancherebbe la forza motrice che spinge al cambiamento e mi permette di continuare ad inseguire un sogno. O forse dovrei dire per continuare ad inseguire quello che sono: un’anima nomade, in cammino con sé stessa per trovare il coraggio di essere libera.

 

Ah sì, avevo detto soddisfazioni e fallimenti. I fallimenti li abbiamo snocciolati per bene, queste sono le nostre piccole soddisfazioni: Momondo Bloggers’ Open World Awards 2018Collaborazioni.

Grazie di cuore a tutti voi, che con le vostre parole muovete riempite il cuore e alimentate la speranza di poter fare sempre di più e sempre meglio!

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Autore: Giorgia Ricotti

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. La Susi ha detto:

    Ciao Giorgia, ho appena aperto anch’io un blog, ai primi di settembre. Io fortunatamente un lavoro ce l’ho, quindi scrivo solo per diletto e per raccogliere un ricordo di tutte le escursioni che io e il mio compagno ci concediamo nel tempo libero. Quindi ti faccio i miei auguri perchè il “mercato saturo” si accorga finalmente di te e ti ripaghi delle fatiche di questo anno. Buon cammino!

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    1. justoncemoretravel ha detto:

      Grazie mille!! Un grande in bocca al lupo anche a te 😘 Non importa se è un lavoro, una passione o un lavoro appassionante, l’importante è fare ciò che ci rende felici. E scrivere di questa felicità fa bene a tutti! 😉

      Piace a 1 persona

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