Neuschwanstein: il castello delle favole (o quasi)

Così bianco e candido, così apparentemente puro e incantato. Svetta tra i boschi come in un libro delle favole. Circondato da nebbie che sembrano portare con loro tutte le voci e le fantasie sulla sua fama. Il sogno di ogni bambina, la fantasia di ogni donna, la materializzazione del famoso “E vissero per sempre felici e contenti!” che tutti vogliono. Un luogo capace di stregare in ogni stagione, perché ogni colore sembra sposarsi alla perfezione con le sue mura: il bianco della neve, il plumbeo della nebbia, i colori accesi del foliage o il verde brillante del bosco in piena estate. Non ha importanza, è affascinante ogni giorno.

Ma sì sa, le favole.. sono favole. E spesso l’apparenza inganna. Le informazioni tecniche su questo castello le potete trovare qui ( http://www.neuschwanstein.de/ital/tourist/index.htm ) quindi non sto ad annoiarvi con una lunga serie di informazioni che forse nemmeno vi interessano. Ho pensato che fosse giusto raccontarvi invece del lato oscuro di questo luogo, quello che toccherete con mano ( come è successo a noi ) solo una volta arrivati a Füssen, per quanto riguarda l’organizzazione, e durante la visita. Ammetto che per noi il trauma è stato doppio, perché eravamo di ritorno da 25 giorni in mezzo al nulla della Scandinavia ( silenzio, natura, esseri umani ogni 300 km.. cose così insomma ); ma sfido chiunque a restare impassibile al delirio che si snoda attorno a Neuschwanstein. Che voi arriviate dalla vicinissima Austria ( le montagne alle spalle del castello sono per metà tedesche e per metà austriache ) o dallo splendido Forggensee ( il grande lago alle porte di Füssen ) vi renderete conto, avvicinandovi sempre più, che non sarà tutto rose e fiori come ve lo eravate immaginato.

Come raggiungere Neuschwanstein

Il punto di partenza per raggiungere il castello ( e ultima possibilità di parcheggio ) è la località di Hohenschwangau, alle porte di Füssen. Ma già arrivare qui è un’impresa! Alle 8 del mattino il parcheggio è già pieno imballato e, a meno che non siate con un tour organizzato, vi toccherà iniziare il pellegrinaggio su strade e stradine nei prati verdi dei dintorni per trovare un fazzolettino di terra in cui incastrare la macchina.. Nel nostro peregrinare del primo giorno ( in cui come illusi speravamo ancora che fosse tutto facile ) abbiamo visto cose che voi umani non potete immaginare: parcheggi creativi da fare invidia a James Bond, gente accampata nei posti più assurdi e litigi multi etnici che il G20 probabilmente non ha ancora sedato.. Ah, non sperate che con i mezzi pubblici si faccia meno fatica. Non dovete cercare di smaterializzare la macchina, ma dovrete fare i conti con mandrie imbufalite di esseri umani provenienti da ogni dove. Detto questo, di seguito trovate le indicazioni stradali e le informazioni per arrivare con i mezzi pubblici.

Come arrivare a Füssen:

Percorrete l’autostrada A7 (Ulm – Kempten – Füssen). Da Füssen prendete la strada statale B17 in direzione di Schwangau. Dopo aver attraversato il paese prendete a destra in direzione di Hohenschwangau. Oppure percorrete l’autostrada A7 – uscita Kempten – proseguite sulla strada statale B12 fino a Marktoberdorf. Sulla B16 fino a Roßhaupten – OAL I fino a Buching – poi la B17 fino a Schwangau e Hohenschwangau.

In località Hohenschwangau sono disponibili solo parcheggi a pagamento https://www.hohenschwangau.de/1423.0.html

Come arrivare a Neuschwanstein da Füssen:

Il castello non è raggiungibile direttamente in auto o con le biciclette, l’accesso con mezzo proprio è consentito solo fino ai parcheggi. Il resto del tragitto ( cioè dai parcheggi al castello ) potrete farlo solamente con mezzi autorizzati o a piedi. Potete però arrivare ai parcheggi e alla biglietteria in vario modo, senza dover prendere necessariamente l’auto.

In bicicletta ( da Füssen ) – è possibile usare la pista ciclabile che si dirama dalla Neuschwansteinstrasse dopo circa 100 metri, ma sappiate che sull’ultimo tratto di strada che conduce al Castello di  Neuschwanstein (Neuschwansteinstrasse) vale il divieto di transito per veicoli a motore e per biciclette. Quindi da qui in poi dovrete lasciare le bici e proseguire a piedi o con i bus navetta fino al castello.

A piedi ( da Füssen ) – potete percorrere il sentiero che corre parallelo alla pista ciclabile e vi porta fino alla biglietteria e ai parcheggi.

mappa

Dai parcheggi potete salire al castello in 3 modi:

A piedi – dalla biglietteria o dal parcheggio potete raggiungere il castello a piedi in circa 30-40 minuti (1,5 km circa, con una notevole pendenza) attraverso l’unica strada asfaltata che sale.

In carrozza – se  volete fare le principesse a tutti gli effetti, nei pressi della biglietteria potete prendere la carrozza trainata dai cavalli per salire al castello. Sappiate però che a causa dello spazio limitato le carrozze non possono raggiungere direttamente il castello. Dal punto di arrivo delle carrozze si devono percorrere ancora 450 metri, cioè 5-10 minuti a piedi in salita, per raggiungere l’ingresso del castello.

Partenza: Hotel Müller, Alpseestrasse, Hohenschwangau   –     Tariffe: salita 7,- Euro / discesa 3,50 Euro

I biglietti sono in vendita direttamente al punto di stazionamento delle carrozze. Le carrozze effettuano il servizio tutto l’anno e fanno la spola, in caso di richiesta, cioè senza un orario prestabilito.

Con Bus Navetta – se volete provare l’esperienza della scatola di sardine potete utilizzare i bus navetta che fanno la spola dai parcheggi al castello. Informatevi sugli orari e tenete conto che, pur arrivando puntuali, non ripartiranno con la stessa puntualità ( per via del fatto che la gente è tanta e i biglietti si fanno a bordo mentre si sale sul mezzo ). Se volete un consiglio prendete il bus in anticipo rispetto all’orario che troverete scritto sul biglietto di ingresso al castello, o rischierete di arrivare in ritardo e rimanere fuori come è successo a noi.. ( ma ve lo spiego più avanti) Tenete conto che, come per le carrozze, una volta arrivati al capolinea del bus non è finita. Per ragioni di spazio gli autobus non possono arrivare direttamente fino al castello, ma arrivano fino al punto panoramico Jugend ( dove troverete anche il bivio per il Marienbrücke ) al di sopra del castello. Da lì si percorrono a piedi in discesa altri 500 metri, cioè 10-15 minuti, per raggiungere l’ingresso del castello.

Partenza: parcheggio P4

Tariffe: salita 2,50 Euro / discesa 1,50 Euro / Salita e discesa 3 Euro

carrozza

Biglietti di ingresso

Anche qui, un altro tasto dolente.. Speravate che trovare il parcheggio e arrivare lassù fossero le cose più difficili, vero!? Eh, no.. c’è la tragica questione dei biglietti! Perché tragica? Perché come recita il sito del castello: I biglietti di ingresso per il castello di Neuschwanstein possono essere acquistati solo presso la biglietteria nella località di Hohenschwangau.

Vabbè, cosa sarà mai un po’ di coda! direte voi. Avete presente Gardaland a ferragosto!? Ecco, temo sia l’unica cosa peggiore di questa ( ma non ne sono sicura ). Le immagini che trovate a fondo paragrafo sono quelle che ho scattato quando sono arrivata alle 6 del mattino davanti alla biglietteria, che ovviamente era chiusa ma che è necessario occupare ben prima se si vuole fare tutto in un giorno solo. Ah, eravamo arrivati al parcheggio alle 5.40 per essere sicuri di trovare posto. Io ho fatto la coda per i biglietti e il mio compagno era in coda per pagare il parcheggio debitamente occupato con largo anticipo. Dopo circa 2 ore di coda ( ma solo perché sono arrivata alle 6, perché quando sono uscita vittoriosa con i biglietti in mano la coda arrivava già al secondo parcheggio che sta circa 600 m sotto.. ) abbiamo ottenuto i famigerati biglietti!! Non vi nego di aver pensato più volte mentre ero ferma su due piedi in coda Spero per loro che sia una figata sto castello, con tutta sta fatica.. E, rullo di tamburi, facciamo la nostra tragica scoperta: il biglietto di ingresso per una visita guidata del castello è valido per un determinato orario.

Ancora ignari del delirio che ci aspettava per prendere la navetta e salire al castello, aspettiamo l’orario stabilito tra foto al lago e al castello vicino. Ma, ahi noi, quando si è fatta una certa e ci siamo incamminati verso i bus abbiamo trovato l’amara sorpresa.. coda chilometrica e salite in bus col contagocce. Inutile dire che siamo arrivati “tardi” ( anche se solo di 5min ) e siamo rimasti fuori.. I tornelli si aprono solo con un codice a barre a cui è associato un orario, se scatta il minuto il vostro biglietto si annulla automaticamente.

Cosa fare allora?

In quel momento penso mi sia andato il sangue al cervello e mi si sia annebbiata perfino la vista dal nervoso.. erano più di 4 ore che facevamo code e rincorrevamo cose, non potevo accettare un no come risposta. Così sono volata all’Info Point che c’è accanto ai tornelli e ho spiegato la situazione alla sorridente signorina. Non so se è la prassi normale o se le ho fatto davvero tanta pena, resta il fatto che ci ha messo un timbro controfirmato e ha scritto a mano l’orario d’ingresso successivo; ci ha spiegato che non potevamo più passare dai tornelli ma dovevamo chiedere alla sicurezza che se ne occupa e ( se ci accontentavamo del tour guidato in spagnolo anziché in italiano ) potevamo entrare ugualmente la mezz’ora successiva. Penso di averle detto grazie in ogni lingua che conoscevo, ma credo che il sorriso comparso sul mio viso stanco le sia bastato. E così ( finalmente!! ) siamo riusciti ad entrare!

Prima di raccontarvi com’è l’interno, vi lascio questa nota che viene riportata nel sito. Noi ci siamo accorti di questa opzione solamente ad avventura finita, quindi non so dirvi molto altro: è possibile prenotare biglietti di ingresso maggiorati di un supplemento sulla normale tariffa al più tardi fino a due giorni prima della visita desiderata (alle ore 15 / ora locale) al castello.

Biglietteria Neuschwanstein – Alpseestraße 12, 87645 Hohenschwangau

Telefono +49 8362 93083-0

www.ticket-center-hohenschwangau.de

Tariffe di ingresso: prezzo intero 13 Euro – prezzo ridotto 12 Euro

Orari di apertura biglietteria:

da aprile a metà ottobre dalle 7.30 alle 17 –  da metà ottobre a marzo dalle 8.30 alle 15

Orari di apertura del castello Neuschwanstein:

da aprile a metà ottobre dalle 9 alle 18 –  da metà ottobre a marzo dalle 10 alle 16

Aperto tutti i giorni eccetto 1º gennaio, 24, 25 e 31 dicembre.

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Stavo dicendo!? Ah sì, finalmente siamo entrati e.. niente, per ragioni di sicurezza non puoi portare niente ( dagli zaini alle carrozzine, agli zainetti porta bimbi o alle borsette ) e per ragioni di conservazione dei beni all’interno non è consentito fare nessuna foto ( neanche senza flash o con il cellulare ). Quindi non vi possiamo far vedere molto di ciò che troverete all’interno del magico castello. Ma vi posso raccontare perché sono rimasta delusa ( almeno inizialmente ) da questa visita. Badate bene, non sto dicendo che è brutto o che non ne vale la pena! Quello che dirò è un’opinione personale, data da gusto e interessi di carattere assolutamente soggettivo.

La posizione unica di Neuschwanstein non potrebbe essere più idilliaca: domina la verde pianura costellata da laghi ed altre colorate fortezze, regalando scenari di notevole bellezza. Solo la vista dall’ultimo balcone a fine visita, merita di essere vista, soprattutto in inverno o durante il foliage! Ma Il castello del re delle fiabe come viene definito in lingua madre, che oggi è il castello più visitato d’Europa ( ogni anno conta circa 1,4 milioni di persone ) non è come sembra. Ad esempio è tutt’altro che storico e tipico. Voluto e costruito da Ludovico II negli ultimi anni dell’ 800, come luogo di ritiro personale, altro non è che una copia di altri castelli medievali ( voluto per puro capriccio in quel luogo e senza poca fatica ) e luogo in cui il Medioevo era solo illusione. Dietro la facciata antica in stile Castello Disney, si celavano tecnologie modernissime,  massimo comfort e un’anima tutt’altro che bianca e candida. Alcuni lo definiscono come la materializzazione del delirio di un uomo perché, come nessun’altra costruzione, Neuschwanstein illustra gli ideali e le aspirazioni di Ludovico II. Il castello venne creato solo ed esclusivamente per la sua esigenza di avere un luogo in cui rifugiarsi: un mondo onirico, nel poetico mondo del Medioevo. E vi renderete conto di tutto questo in ogni singolo passo che farete all’interno del castello. Pesante, cupo, dalle forme contorte e dai disegni a tratti macchinosi, che trasudano il tormento di un uomo probabilmente incompreso. Questa è l’anima di Neuschwanstein. La sensazione è di una vera e propria anima nera, che nasconde dietro un’apparente cattivo gusto, tutta l’inquietudine dell’uomo. Nelle pitture murali del castello troverete storie di amore, colpa, pentimento e redenzione. Re e cavalieri, poeti e amanti ne popolano le stanze. Nella Sala del trono le pitture testimoniano come Ludovico II immaginasse un regno per grazia divina: come una sacra missione, provvista di un potere che il re bavarese non aveva mai posseduto. Qualcuno lo definiva pazzo, qualcun altro geniale. Di sicuro il castello, dietro all’aspetto medievale, nasconde accorgimenti e tecnologie all’avanguardia per l’epoca: un sistema di campanelli elettrici per chiamare la servitù, acqua corrente calda e fredda nelle cucine, sciacquoni automatici e perfino i telefoni! Insomma un misto tra antico e moderno, tra purezza e dannazione, tra reale e onirico. Questo è il vero castello delle favole! Oserei dire un luogo che ci mette di fronte alla vera natura dell’uomo e alla verità che l’apparenza a volte inganna: perché ognuno di noi, per quanto possa apparire sereno, ogni giorno combatte dentro di sé i propri demoni, di cui “chi sta fuori” ( e guarda solo le bianche mura ) non ne conosce l’esistenza. Ammetto che sono uscita dal castello delusa e non ho fatto una buona pubblicità a questo posto. Ma mentre scrivevo qualche appunto su un foglio per poi raccontarvi di questa avventura, mi sono accorta che in realtà quella delusione veniva dal fatto che non avevo capito nulla.. Mi ero fermata anch’io all’apparenza, complice forse la stanchezza e la vita nella trasparenza emotiva del mese precedente. Mi ero fermata al bello e al brutto, alla favola che nasconde un finale deludente, all’estetica superficiale che prevale sul sentire profondo. Solo mentre riordinavo i pensieri per scrivere questo articolo mi sono accorta di quanto c’è nel buio di quel castello: c’è l’anima di chi non ha trovato pace, di chi non ha trovato il lieto fine ( se preferite ), di chi probabilmente aveva bisogno di mostrare ai più solamente un lato di sé stesso, per vergogna o semplicemente con la speranza di trasmettere un ideale. C’è l’anima di chi ha avuto bisogno di chiudere tutti i suoi tormenti in un castello incantato, con la speranza ( forse ) che un giorno tutto quel candore potesse vincere sul buio che portava dentro. C’è l’anima di un visionario, non capito o forse solo non compreso. Perché si sà, le favole sono un mezzo per crescere e non servono solo ai bambini; e forse Ludovico II credeva davvero di poter rendere la sua favola reale. Io di sicuro ho imparato una cosa da Neuschwanstein: ai bambini non bisogna raccontare le favole per insegnare loro che i draghi esistono, già lo sanno, bisogna raccontare le favole ai bambini per insegnargli che i draghi possono essere sconfitti. Le favole possono diventare realtà, ma non bisogna restare intrappolati nel magico castello.

Se quando uscirete avrete ancora tempo ( e voglia soprattutto.. ) per un’altra coda, in prossimità della fermata dei bus navetta troverete una deviazione per il panoramico Marienbrucke ( Ponte di Maria ) da cui fare le foto di rito al castello e ammirare le gole del torrente ( Gola di Pollat ). E’ gratuito, vi costerà solo altri 15 min di cammino.

Se siete ancora dell’idea di andare, organizzatevi bene. E buon divertimento!

 

Autore: Giorgia Ricotti

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