Laghi e Bivacchi dell’Alta Valle Antrona

Risalendo la ripida e stretta strada asfaltata che vi porta prima al Lago di Antrona e poi al Lago Campliccioli, la prima sensazione che arriva è quella di un luogo poco incline ad ospitare l’ingombrante presenza dell’uomo. La turbolenta successione di tornanti rimanda un pensiero fisso: questo luogo te lo devi “guadagnare!”. L’interminabile strada nel bosco che risale il versante della montagna, ti fa percepire il rifiutato dell’ambiente nei confronti dell’uomo e ti domandi se, proseguendo la salita, stai facendo la cosa giusta. Poi finalmente arrivi al Lago Campliccioli e tutto si fa chiaro, nonostante il tuo sguardo ne possa vedere solo una piccola parte. Selvaggia, maestosa, dalla morfologia unica nel suo genere, quasi misteriosa: solo così si può definire l’Alta Valle Antrona. La sensazione di essere di troppo svanisce, sostituita dal piacevole senso di rispetto che ti danno i luoghi ancora poco “addomesticati”; la percezione cambia, ti senti accolto dai luoghi attorno a te e la magia dello scenario che si apre davanti ai tuoi occhi ti pervade. Ti accorgi che ciò che sentivi fino a qualche attimo prima, altro non era che la parte di te più legata alla fatica ( mentale ) che ormai troppo spesso si deve fare per staccare la spina, per disconnettersi dalla vorticosa vita quotidiana, e per poter ritrovare di nuovo l’equilibrio necessario per stare in natura. Camminare tra i laghi e i bivacchi di queste valli ti aiuta, più di altri luoghi, a fare questo: ritrovare la strada per la parte migliore di te, quella felice e capace di stare in natura. La stessa che, troppo spesso, metti da parte per vivere nel mondo di tutti i giorni.

AccessoLago Campliccioli – Antronapiana. Autostrada A26 Gravellona Toce, uscita Gravellona. Una volta usciti seguite la Strada Statale 33 del Sempione fino a Villadossola. Attraversate il paese e, alla rotonda del Supermercato Eurospin ( che vi troverete sulla destra), imboccate l’ultima uscita salendo per Via Zonca. Proseguite sulla strada principale che inizia a salire a tornanti. Seguite sempre le indicazioni per Antrona Schieranco – Antronapiana. Alle porte dell’abitato di Antronapiana troverete sulla sinistra le indicazioni per il lago di Antrona e il Lago Campliccioli, salite ( facendo attenzione ) lungo la stretta strada che vi porterà prima al Lago di Antrona e poi su fino al Lago Campliccioli. Raggiunta la diga cercate parcheggio in modo educato e rispettoso, ricordando che la strada che avete percorso è privata e vi viene gentilmente offerta la possibilità di evitare salita e chilometri a piedi!

cartina

Difficoltà : E

Nota – il sentiero non presenta difficoltà tecniche ma l’anello è molto lungo ( 24 km ); è necessario percorrere 2,5 km di tunnel ( tempo di percorrenza circa 30 minuti ) che mette in comunicazione il Lago Cingino con la valle accanto in cui si trova il Lago Camposecco. Lo sconsigliamo a chi soffre di claustrofobia e, nonostante sia presente illuminazione temporizzata, è necessaria la pila frontale.

Tempo : 7 ore ( intero anello )

Dislivello: 1000 m

Itinerario:

Se non siete riusciti a parcheggiare l’auto nel piccolo slargo a fondo strada ( poco più su della sbarra che blocca l’accesso all’invaso ), risalite la strada asfaltata fino all’ultimo parcheggio. Imboccate la pittoresca passerella su cui riposano i vecchi binari dei carrelli utilizzati per il trasporto del materiale per la costruzione della diga; costeggiate il Lago Campliccioli seguendo questa antica via fino ad una teleferica dismessa, in prossimità delle gole che il torrente crea gettandosi nell’invaso.

Qui il sentiero prosegue lungo una sorta di mulattiera in pietra che vi porta in breve ad un bivio, nei pressi di un ponticello: tenete la destra seguendo le indicazioni per il Bivacco Cingino, oltrepassate il ponte e proseguite salendo l’ampia scala in pietra che vi porta ad alcune case abitate.

In prossimità della capannina segnaletica svoltate a sinistra, oltrepassate il curioso ponticello in legno ( che sembra uscito dal presepe, mancano solo le oche nel ruscello ) e proseguite nel bosco. Dopo una breve salita il sentiero torna ad essere pianeggiante, costeggiando il torrente per un breve tratto davvero molto bello.

Raggiunto l’alpeggio tenete la destra, costeggiando una vecchia costruzione in pietra diroccata e poi seguendo il muretto a secco a bordo del prato. Il sentiero sale di nuovo fino ad un secondo alpeggio, dove di nuovo dovrete costeggiare il muretto a secco seguendo il segnavia rosso e bianco.

Incontrerete un bivio con indicazione Bivacco Cingino, salite a destra e proseguite sull’unico sentiero che vi porterà fino al bivacco. Usciti dal bosco, dopo qualche tornante, comparirà ( in alto ) davanti a voi l’evidente costruzione dell’Enel nei pressi della Diga del Cingino. Proseguite fino a raggiungere il Bivacco Cingino ( 2250 m ) seguendo i segnavia bianco-rosso e gli ometti sulla pietraia.

Dotazione del Bivacco Cingino: 12 posti letto con materassi e coperte, tavolo con panche e sedie, stoviglie ( pentole e pentolini, scolapasta, caffettiera e posate ) e fornelletto da campeggio che monta bombole Campingaz ( con attacco a vite CV 300 ).  Kit prontosoccorso. Corrente elettrica da pannello solare e presa di corrente tipo accendisigari ( 12 V ). Fontana con acqua potabile a lato del bivacco e postazione falò in pietra accanto alla panca esterna. Potreste trovare generi alimentari di emergenza ( sale, caffè, thè in bustina e buste pronte da riscaldare ).

Per raggiungere l’invaso del Cingino – e l’omonima diga dove gli stambecchi sfidano la gravità alla ricerca dei preziosi sali minerali che ricoprono lo sbarramento – proseguite alle spalle del bivacco e, sempre seguendo sempre la segnaletica bianco-rossa, costeggiate la casa del custode dell’Enel.

Scendete le scale che vi porteranno alla diga e, se ce ne sono, godetevi lo spettacolo!

Oltrepassate la diga e imboccate il sentiero che scende a destra ( che da qui in poi corrisponde a quello della GTA ); terminata la ripida discesa il sentiero prosegue lungo la copertura in pietra e poi cemento della condotta forzata, seguitela fino all’ingresso del tunnel che vi porterà dall’altro lato della montagna.

Come funziona: aprite la porticina arrugginita e accendete la luce solo quando siete pronti a partire; la luce è temporizzata ( circa 1 ora ), se l’accendete alla partenza vi basterà abbondantemente per raggiungere l’uscita; se invece la trovate accesa, vuol dire che qualcun altro è già entrato, spegnetela e riaccendetela in modo da far ripartire il timer. E’ necessaria comunque la pila frontale ( o una torcia ) perché in alcuni tratti la visibilità è scarsa anche con le luci della galleria. Tenete conto che camminerete accanto ad una condotta forzata, che corre in una galleria grezza: il manto è scivoloso e con abbondanti pozzanghere, ci sono tratti con parecchia acqua sul fondo ( non tutti dotati di passerelle sopraelevate per agevolare il passaggio pedonale ) e in quasi tutta la galleria il soffitto “cola”. Quindi sono necessarie scarpe impermeabili e kiway. Seguite sempre la condotta dell’acqua, ignorando entrambe le deviazioni che incontrerete lungo il percorso. Ah, solo alla fine della galleria scoprirete che è dotata di un allarme che rileva l’eventuale presenza di Radon ( gas nobile pesante e radioattivo, nocivo per la salute umana se inalato in quantità significative ) nel condotto. Una volta arrivati al cartello di pericolo siete salvi, il tunnel è terminato e potrete tornare a respirare aria fresca e pulita.

Una volta usciti dalla galleria, dopo che gli occhi si saranno riabituati alla luce del sole, godetevi il panorama sulla piccola conca pianeggiante scavata del torrente Bonella. Alzando lo sguardo già si vede in lontananza la Diga di Camposecco, dominata dalla casa del guardiano e dai resti delle vecchie costruzioni. Dalla porticina d’uscita del tunnel vedrete anche la strada da percorrere: un’ampia mulattiera in pietra che, con precisione e bellezza, corre praticamente in piano lungo tutto il versante della montagna fino alla ripida salita ( che da lontano vi fa sperare in una scala.. ). Percorretela fino a raggiungere appunto lo strappo finale dove, tra cemento e vecchi binari arrugginiti, dovrete arrampicarvi come stambecchi fino a raggiungere le vecchie costruzioni nei pressi dell’invaso.

Terminate le ripide salite ( che ogni volta vi faranno credere che lo strazio è finito, perdendo la poesia poco dopo nel vedere il successivo.. ) proseguite sulle scale e poi dirigetevi verso la stazione a monte della funivia dell’Enel. In prossimità della costruzione salite a sinistra seguendo i cartelli e prendetevi un po’ di tempo per riprendere fiato in uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto: il Lago Camposecco con il suo piccolo ( è nuovissimissimo! ) bivacco.

Quando finalmente riuscirete a distogliere lo sguardo e ad allontanarvi da quello spettacolo, dovrete scendere a valle tornando al Lago Campliccioli da cui siete partiti. Tornate alla stazione della funivia Enel e scendete la scalinata a destra della casa del custode ( segnavia bianco-rosso ) e proseguite verso le altre costruzioni diroccate poco sotto. Il sentiero scende a sinistra del torrente, prima su pietraia e poi di nuovo tra i prati. Raggiungerete un gruppo di case abbandonate, continuate a scendere sull’unico sentiero fino ad una scalinata fatta da grossi massi alla fine della quale troverete una pozza rinfrescante dove poter mettere i piedi a bagno per qualche minuto.

Dopo il piacevole pediluvio proseguite la discesa attraversando la piccola piana, prima con un guado che vi porterà dall’altra parte del torrente Bonella poi con un altro guado su un piccolo affluente del torrente principale. Terminata la radura il sentiero scende ripido nel bosco, raggiungendo un piccolo alpeggio da cui si intravede in tutto il suo splendore il Lago Campliccioli. Dirigetevi verso la casetta in pietra, che porta il segnavia bianco-rosso, e continuate la discesa che con svariati tornanti nel bosco vi porterà a bordo lago nei pressi della centrale.

Vi troverete sul sentiero ad anello che percorre il perimetro del Lago Campliccioli, svoltate a sinistra e dirigetevi verso la centrale; aggiratela e proseguite verso lo sbarramento, poi tornate al parcheggio attraversando la diga.

Se volete avere un’anteprima del percorso, date un’occhiata qui

 

Grazie a Marika Ciaccia di My Life In Trek per averci fatto scoprire il Bivacco Cingino e queste splendide montagne!

 

Se sei alle prime esperienze di trekking possono interessarti questi consigli:

Cosa vuol dire fare trekking – Dislivello e difficoltà – Una notte in Bivacco – Una notte in RifugioViaggi in trekking

 

Autore: Giorgia Ricotti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...