Val Ponci

Oggi il tempo non è stato clemente ma nonostante tutto siamo riusciti, almeno in parte, a goderci questo insolito trekking ad anello che ci ha riportati indietro nel tempo. Attraverso questo piccolo viaggio si possono toccare in poco tempo vari periodi storici, apparentemente così distanti ma accomunati dalle caratteristiche di questa zona: dalla Preistoria, con grotte e caverne nascoste tra i boschi, all’Epoca Romana, lungo la Via Julia Augusta e i suoi ponti in pietra. Tutto questo solamente risalendo la Val Ponci fino all’Altopiano delle Manie, una zona con una particolare conformazione rocciosa che mai ci aspetta in un luogo come questo. Anche se non si direbbe, questa è una zona caratterizzata da fenomeni carsici e risulta particolarmente articolata dal punto di vista geologico e geomorfologico. Camminerete sulle cosiddette Dolomie di S. Pietro dei Monti che, come vi raccontano i tabelloni illustrativi, entrano in contatto con gli Scisti di Gorra, creando il substrato della Pietra di Finale ( tanto amata dai climber di tutta Europa ). Detta così suona come una battaglia apocalittica tra il bene e il male ma, anche se non è un racconto mitologico o religioso, rende bene l’idea delle vicende geologiche di queste terre. L’Arma delle Manie, una delle formazioni che incontrerete sul vostro percorso, rappresenta l’essenza del fenomeno carsico del finalese ed è la grotta più grande di tutto il territorio. Dominata dall’imponente Rocca di Corno, la Valle Ponci non è fatta solo di sentieri e grotte, ma è anche meta per bikers, climbers e per tutti coloro che vogliono gustare la vera cucina ligure sorseggiando gli ottimi vini locali.

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AccessoLoc. Verzi – Val Ponci ( Finale Ligure ). Uscita autostradale Finale Ligure, scendete in direzione del paese e una volta raggiunta la SS Aurelia tenete la sinistra attraversando Finale. Alla rotonda prima della piccola galleria, svoltate a sinistra seguendo le indicazioni Finalpia – Calvisio – Verzi. Restate sempre sulla strada principale fino a quando, in prossimità del piccolo ponte, svolterete a destra seguendo le indicazioni Agriturismo Valleponci – Via Julia Augusta ( Agriturismo Valleponci www.valleponci.it ). La strada sale a tornanti stretti, poco prima di Verzi svoltate a sinistra sulla strada sterrata ( seguendo sempre le indicazioni per l’Agriturismo ) e proseguite per circa 500m fino a raggiungere i cassonetti della spazzatura. Parcheggiate a bordo strada permettendo il passaggio verso l’agriturismo ( è inutile che proseguite, non troverete parcheggi ).

1-Arma Fate e Manie
https://leo-trekking.blogspot.com/

Difficoltà : E

Tempo :  4 ore ( intero anello )

Dislivello : 500 m

Itinerario :

Il sentiero non presenta difficoltà tecniche ma in alcuni tratti la segnaletica è assente. Detto questo, si comincia subito bene! Una volta lasciata l’auto proseguite lungo la sterrata dell’Agriturismo; raggiungerete a breve il primo ponte romano della Via Julia Augusta ( il Ponte delle Fate, che rincontrerete a fine anello ). Una decina di metri prima del ponte, sulla destra, nascosto tra la vegetazione troverete l’imbocco del sentiero che vi porterà all’Arma delle Fate. Non è segnalato e neanche molto visibile, ma se siete abituati ad andare per sentieri non avrete difficoltà a capire dov’è. Una volta imboccato il sentiero seguite la traccia che risale ripida nel bosco fino a raggiungere una parete rocciosa dal colore e dalla forma curiosa. Qui la traccia piega a destra costeggiando la parete, proseguite senza mai allontanarvi dalla roccia fino alla porta – sì avete capito bene, troverete una porta – dell’imponente grotta ( l’ Arma delle Fate appunto ).

Fate un giro all’interno, sempre nel rispetto di quello che trovate, perché è davvero interessante! Pare che in questa grotta siano stati ritrovati resti e tracce della presenza umana addirittura risalenti al periodo del Paleolitico. Abbiamo letto che la grotta presenta tre “saloni”, collegati fra loro da stretti cunicoli, ma il percorso non è agevole e sono necessarie attrezzature ed esperienza, quindi ci siamo limitati ad una breve esplorazione ( fin dove è possibile ).

Per raggiungere la seconda grotta, proseguite lungo la parete rocciosa fino ad incontrare i resti di un muretto a secco. Da qui in poi ci si allontana dalla parete e si cammina nel bosco, seguendo la traccia fino ad una piccola radura con un traliccio. Oltrepassatelo e portatevi in prossimità della strada asfaltata che a breve si intravede tra gli alberi. Se non volete camminare sulla strada asfaltata fino alla Trattoria Gambero Verde: tenete la traccia che prosegue a sinistra costeggiando la strada, poco dopo il sentiero si fa più ampio e raggiunge alcune case; al bivio girate a destra seguendo la strada sterrata che porta alle abitazioni e, superata la prima casa, tenete ancora la destra riportandovi sulla strada asfaltata in prossimità della Trattoria ( che altro non è che una vecchia chiesa sconsacrata! ). Proseguite su asfalto oltrepassando il locale e seguendo le indicazioni per la Trattoria La Grotta ( http://www.trattorialagrotta.net ). Seguite la strada asfaltata fino alla Chiesa di S. Giacomo e poi fino alla Trattoria, dove troverete il cartello per la sottostante Arma delle Manie. Come vi renderete conto “girando l’angolo” della trattoria, questa grotta è una delle più grandi del territorio finalese.

Intorno agli anni Settanta sono iniziati gli scavi al suo interno, come per la vicina Arma delle Fate, anche qui sono stati ritrovati reperti che testimoniano la presenza umana fin dalla preistoria; i ritrovamenti sembrano prevalentemente dell’Uomo di Neandertal e hanno quindi un’età di circa 70 mila. Ovviamente tutto questo materiale è ben custodito al Museo Archeologico del Finale ( a Finalborgo ) e al Museo Civico di Archeologia Ligure ( a Villa Durazzo-Pallavicini a Genova Pegli ). A causa della maleducazione dell’ Homo Sapiens, il sito è stato in parte chiuso al pubblico e non mancano segni di inciviltà sparsi qua e là.. Gli strumenti e gli attrezzi che troverete oggi sono la testimonianza che questo luogo è stato, per secoli, adibita a stalla e frantoio dai contadini della zona. Anche se vi sembrerà di essere ormai distanti dall’ Arma delle Fate, sappiate che per effetto dei fenomeni carsici di questa zona, sono in realtà “collegate”. Nei pressi della Trattoria Gambero Verde che avete oltrepassato poco fa, troverete una dolina ( depressione circolare con il fondo piatto dove si trova un inghiottitoio che drena le acque attraverso un reticolo di fratture e di grotte nel sottosuolo ) che, essendosi formata nella zona di contatto tra Pietra di Finale e substrato, è legata all’ Arma delle Fate e ne rappresenta la sua zona di assorbimento.

Una volta terminata la visita a questa imponente grotta, potete ritornare alla macchina dallo stesso sentiero che avete fatto all’andata oppure raggiungere l’Agriturismo Valleponci attraverso l’antica Via Julia Augusta. Nata in Epoca Romana per assicurare i collegamenti con la Gallia, prende il nome dell’Imperatore Augusto ( 13-12 a.C. ); nel II secolo d.C fu poi “ristrutturata” per volere di Adriano. Vi dico tutto questo perché per un motto d’orgoglio, perché questa importante via di comunicazione attraversava le mie terre in lungo e in largo: partiva da Piacenza, per poi passare da Stradella ( casa mia ) e raggiungere Tortona, proseguendo per Acqui Terme e terminando a Vado Ligure ( attraversando la Val Bormida ). Da qui ci si addentrava poi nell’entroterra, seguendo la via che state percorrendo anche voi, fino a Capo Noli attraversando la Val Ponci e proseguendo verso Ponente.

Se avete deciso di fare questo percorso, una volta ritornati nel parcheggio dell’Agriturismo La Grotta, dirigetevi a sinistra verso la sterrata che scende. Troverete la palina segnaletica che vi indica Val Ponci – segnavia □□. Scendete seguendo sempre la strada principale fino a raggiungere il livello del torrente, passate dall’altro lato e proseguite fino ad un bivio. Il sentiero che sale a destra nel bosco ( molto suggestivo ) è la continuazione della Via Julia Augusta proveniente da Val Ponci, tenendo la sinistra imboccherete la Via Julia Augusta che vi riporta alla macchina passando sul primo ponte romano: Ponte Muto o Ponte delle Voze. Costruito a secco e ovviamente in Pietra di Finale, viene detto delle Voze per via del nome del piccolo affluente del Rio Ponci. Proseguendo sull’agevole sterrata raggiungerete a breve i ruderi del secondo ponte, il Ponte Sordo, e tenendo sempre il sentiero principale ( ignorando qualsiasi deviazione ) raggiungerete l’Agriturismo Valleponci. Oltrepassatelo e raggiungete il terzo ponte romano, il Ponte delle Fate, che vi riporta sulla sterrata che avete percorso all’andata.

Curiosità

Cosa vuol dire Arma?

I Sabini chiamavano herna i sassi, da cui deriva il nome di Ernici e la parola cav-erna. Con lo stesso significato usati in Liguria arma o alma, da cui hanno avuto originarono le note voci barma o balma. Per farvela breve, in una Antologia italiana del 1878 ( dopo varie discussioni linguistiche sull’uso di queste parole ) si stabilì che: arma, balma, balme, baume sono vocaboli che significano caverne e sono d’origine celtica. Ancora oggi nei vari dialetti locali si possono trovare espressioni che ricordano la parola arma: “fare un po’ di armizo” o “armuzzare” ( cercare riparo in tempo di pioggia – perché le arme furono i primi ricoveri ). Così come alcuni luoghi portano il nome di Arma, o dei suoi diminutivi, perché in prossimità di caverne o grotte: Arma di Taggia, Armo ( Pieve di Teco ), il villaggio Arma ( sopra Spotorno ) e perfino il monte Armetta ( informazioni tratte da http://www.cumpagniadiventemigliusi.it ).

 

Se volete un’anteprima del percorso, guardate il video

 

Se sei alle prime esperienze di trekking possono interessarti questi consigli:

Cosa vuol dire fare trekking – Dislivello e difficoltà – Una notte in Bivacco – Una notte in RifugioViaggi in trekking

 

Autore: Giorgia Ricotti

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