Anello della Val Grande

Nel nostro articolo Val Grande e Wilderness vi abbiamo raccontato la vera essenza di queste strette gole dall’animo accattivante. Percorrendo questo sentiero, soprattutto il primo tratto fino a Ponte di Velina, potrete toccare con mano di cosa stavamo parlando. Se non  siete abituati a gestire la montagna i autonomia, non è il sentiero che fa per voi: traccia incerta, tratti attrezzati dalla resistenza dubbia, elevata pericolosità in caso di pioggia, silenzio e solitudine. Come vi abbiamo già detto: la Val Grande può essere una sfida, prima di tutto con sé stessi. E come riporta il sito del Parco Nazionale della Val Grande:

“ Wilderness in Val Grande si identifica con un luogo ormai abbandonato, senza strade, senza insediamenti permanenti e neppure stagionali, dove la natura sta lentamente recuperando i suoi spazi. In questa valle, wilderness significa armonia, equilibri naturali e silenzi incontrastati.”

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Accesso :  autostrada A26 Gravellona Toce, uscita Stresa – Baveno. Una volta usciti restate su via Degli Scalpellini fino ad imboccare la Strada Statale 33 del Sempione che costeggia il Lago Maggiore, tenendo la sinistra alla rotonda in direzione Feriolo. Oltrepassate il paese restando sulla strada principale ( sempre SS33 ) fino ad una rotonda dove troverete le prime indicazioni per il Parco Nazionale della Val Grande. Seguite sempre la strada principale fino alle case di Bignuno dove, sul lato destro della strada, troverete una rientranza utilizzabile come parcheggio ( massimo 4 auto ).

Nota: non parcheggiate nelle rientranze non indicate come parcheggi. Come vi renderete conto salendo, sono necessarie per la viabilità in caso si incrociasse un’altra auto proveniente dal senso opposto di marcia!

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Difficoltà : EE ( con tratti attrezzati e un piccolo ponte tibetano  sul sentiero fino a Ponte di Velina )

Nota: sconsigliamo vivamente di percorrere il sentiero fino a Ponte di Velina in caso di pioggia!

Tempo :  5.30 ore ( intero anello )

Dislivello : 400 m ( intero anello )

Itinerario :

Dal parcheggio di Bignuno proseguite a piedi su strada asfaltata fino ad una galleria. Attraversatela ( utilizzando la frontale per essere visti dalle auto ) e raggiungete Ponte Casletto. Appena fuori dalla galleria troverete, sulla vostra sinistra, l’imbocco del sentiero ( già indicato come sentiero pericoloso ). Scendete la scalinata e imboccate la scivolosa passerella in legno alla vostra sinistra, che costeggia la gola del torrente fino a raggiungere una scalinata. Abbandonate il sentiero e salite lungo la scalinata proseguendo nel bosco, incontrerete alcuni tratti attrezzati con cavo nei punti in cui il sentiero si fa più stretto e scivoloso.

 

 

Raggiungerete in breve un piccolo ponte in pietra, da qui il sentiero si fa più evidente con passerelle in cemento e tratti attrezzati con cavo. Non mancheranno angoli di rara bellezza, con pozze smeraldo e turchese nascoste tra le gole.

 

 

Raggiunto l’invaso incontrerete un’altra scalinata che sale bruscamente, percorretela con attenzione perché è sempre scivolosa. Costeggerete il lato sinistro dell’invaso proseguendo lungo il torrente, da qui in poi inizieranno i tratti attrezzati non solo con cavo ma anche con catena e staffe d’acciaio.

 

 

Terminate le catene il sentiero prosegue più agevole nel bosco, con alcuni facili tratti dotati di corrimano a catena. In prossimità di un grosso albero che sembra incastonato tra grosse pietre, il sentiero scende bruscamente fino ad un piccolo guado non attrezzato. In linea di massima troverete soltanto un rigagnolo, ma tenete conto ( come per il resto del percorso ) che in caso di pioggia improvvisa potrebbe non essere così. Scendete e risalite seguendo gli omini in pietra, raggiungerete a breve il piccolo ma interessante ponte tibetano sulla stretta gola finale della Valle di Basseno.

 

 

Si prosegue sullo stretto sentiero attrezzato con catena e si raggiunge una serie di ponticelli in legno ( dalla consistenza dubbia.. ) alternati all’esposto sentiero. Incontrerete una targa commemorativa e un tratto a gradoni che di nuovo risale bruscamente. Un nuovo divertimento vi aspetta dietro l’angolo, il ponticello in legno più scivoloso e instabile di tutta la valle. Incontrerete un saliscendi di scale in pietra e sentiero con catena che vi porteranno fino alla fine del tratto di sentiero indicato dall’Ente Parco come pericoloso.

 

 

Da qui in poi il sentiero prosegue nel bosco ed è decisamente più agevole. Proseguite fino ad un ( poco evidente ) bivio: un sentiero proveniente dall’alto ( alla vostra sinistra ) vi taglierà la strada, voi proseguite a destra scendendo attraverso il bosco fino a raggiungere il pittoresco Ponte di Velina.

 

 

Oltre il ponte troverete la segnaletica bianca-rossa del sentiero P09 che risale ripido nel bosco di castagni fino alla piccola borgata semiabbandonata di Velina di Sotto. Se è periodo di castagne e siete amanti del genere, su questo sentiero potreste passarci ore e riempire sacchi interi di ottime castagne! E una volta arrivati alle porte della borgata, non potrete che “perdere” qualche istante per una foto curiosa.

 

 

Terminato il tanto curioso quanto breve giro in “paese”, proseguite lungo il sentiero fino a raggiungere l’Alpe – Velina Baserga dove, con non poco stupore, scoprirete che non c’è solo il Bivacco Amici delle Tre Veline ( http://www.valgrande-velina-baserga.it ) – come indicato nella cartina – ma troverete anche un bar. “Ma come?? Non avevi detto che la Val Grande è il regno del wilderness?? Cosa ci fa un bar li??” mi direte voi. Tranquilli! Non è un vero e proprio bar, è un punto di ristoro che con pazienza e dedizione alcune persone del luogo tengono aperto (fin quando il meteo lo permette) per dare la possibilità ai passanti di fare rifornimento di acqua o bere una bibita; è una sorta di prolungamento del bivacco ed è gestito dalle stesse persone.

 

 

Da qui in poi il sentiero prosegue unico, in un susseguirsi di saliscendi, piccoli guadi, tratti attrezzati e borgate abbandonate di un fascino unico. Dal Bivacco proseguite sul sentiero P09 per Cicogna, segnavia bianco-rosso, che scende nel bosco. Incontrerete delle ripide scale in discesa e raggiungerete un primo guado attrezzato con corde fisse.

Nota:  su questo versante l’umidità è minore rispetto al tratto di sentiero attrezzato che avete percorso in precedenza fino a Ponte di Velina, ma tenete conto che in questo tratto incontrerete una serie di guadi che in caso di abbondanti piogge ( o piogge improvvise ) non saranno asciutti come vedrete nelle nostre foto.

Oltrepassato il guado il sentiero risale, alternando tratti attrezzati con catena a tratti di sentiero ripido che sale zigzagando nel bosco. Nella vostra salita incontrerete un breve, ma scivoloso, tratto attrezzato con staffe e cavi d’acciaio che vi porta ad un piccolo slargo ( una vecchia carbonaia ) per poi risalire nuovamente.

 

 

Un nuovo tratto, questa volta pianeggiante, di staffe e catena vi attende per poi proseguire nel bosco con altri piccoli guadi ( che se asciutti passano inosservati ). Il sentiero inizia a scendere fino a raggiungere la prima borgata abbandonata, la Borgata di Uccigliola, dove un misterioso cerchio di pietre vi da il benvenuto e il magico bosco dai colori autunnali rende questo luogo misterioso e intrigante al tempo stesso.

 

 

 

 

Attraversate i ruderi seguendo la segnaletica dipinta sugli antichi muri, scendendo a destra “in centro paese”. Il sentiero prosegue nel bosco, con saliscendi e qualche tratto attrezzato con catena nei punti meno agevoli. Raggiungerete Crosane e ciò che resta della Borgata di Montuzzo, che merita anche lei una breve sosta per curiosare e scattare qualche foto. Sbirciando tra le porte delle poche costruzioni ancora in condizioni accettabili, scoprirete che c’è ancora un mondo al loro interno. Il tempo sembra essere passato solo per il viaggiatore di passaggio, e non per quel piccolo mondo; sembra che tutto attenda il rientro imminente del suo proprietario, incurante del fatto che la natura ormai sta riprendendo possesso di ciò che le è stato tolto.

 

 

Il sentiero riprende il suo saliscendi in mezzo al bosco tra scale in pietra e tratti pianeggianti, fino a raggiungere un breve tratto panoramico. Da qui potrete avere un’idea della strada percorsa e di quanto sia vera l’associazione Val Grande – wilderness, non troverete nulla fin dove lo sguardo si perde. Raggiunta la Cappelletta votiva è quasi fatta, costeggiate il muretto a secco e in prossimità di un grande albero incontrerete un bivio: si intravede la palina segnaletica appena fuori dal bosco, seguitela e proseguite dritti in direzione della strada sterrata che in breve vi porterà a Cicogna.

 

 

Se non volete fare una tappa al paese di Cicogna prima di ritornare alla macchina, alle porte del paese ( quando ancora sarete sulla strada sterrata ) incontrerete sulla destra le indicazioni per Ponte Casletto: un agevole sentiero vi riporterà alla macchina evitandovi la pericolosa strada asfaltata, incrociandola solamente per passare dall’altro lato in prossimità di alcuni tornanti. Raggiunto il Ponte da cui è partito il trekking, ripercorrete la galleria e poi la strada asfaltata fino al parcheggio di Bignuno dove avete lasciato l’auto.

 

 

 

Un altro interessante, ma più semplice, trekking nel Parco Nazionale della Val Grande è l’Anello della Val Pogallo.

Se vuoi un’anteprima del percorso, guarda il video

 

Se sei alle prime esperienze di trekking possono interessarti questi consigli:

Cosa vuol dire fare trekking – Dislivello e difficoltà – Una notte in Rifugio – Una notte in BivaccoViaggi in trekking

 

Autore: Giorgia Ricotti

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