Il borgo fantasma di Ceregate

In cammino alla scoperta di una storia senza tempo, quella di Ceregate. Un piccolo borgo fantasma nascosto tra i boschi dell’alta Valle Staffora ( Oltrepo Pavese ) che ritorna a vivere due volte l’anno. Una manciata di case abbandonate che, dagli anni Ottanta, sembrano dormire incuranti dello scorrere del tempo, come se i loro proprietari dovessero tornare da un momento all’altro.

 

 

 

A dimostrazione che le cose curiose e affascinanti sono anche a due passi da casa e che se non impari a guardare nel modo giusto non troverai mai nulla di ciò che cerchi, ho percorso più e più volte la Valle Staffora in 35 anni di vita in Oltrepo ma queste 7 case diroccate “a guardia” del torrente Staffora, non le avevo nemmeno mai notate. Questa cosa mi fa sempre riflettere, perché ogni volta che succede mi accorgo di quanto conosco il mondo ma non la mia terra. Come l’ho scoperto? Vivo con una persona che invece il nostro Appennino l’ha girato in lungo e in largo, rovistando in ogni dove in cerca di perle silenziose da far conoscere e valorizzare. Motivo per cui oggi vi raccontiamo questa storia.

 

 

 

L’origine di questa favola è datata 1868, anno in cui venne costruita la piccola chiesetta dedicata a Maria Bambina. Negli anni che seguirono vennero costruite le case che troviamo oggi e in cui, in un tempo non lontano, 4 o 5 famiglie decisero di stabilirsi in questi boschi. Scrivere un tempo non lontano fa uno strano effetto, perché a pensarci l’ultimo abitante è morto solo nel 1986 ma se immagini quella vita sembrano passati secoli. E’ lo stesso effetto che ti pervade quando arrivi a Ceregate, che ti prende quando inizi a vagare per le stanze delle case, che ti porti dietro quando te ne torni a casa. L’occhio ti dice che quel mondo è di un tempo a te lontanissimo, ma il cuore sa che stai sbagliando. L’occhio vuole farti credere che vivere lì era una follia, ma la tua anima sa che è possibile e forse ne sente anche il bisogno. Camminare tra le case di questa perla silenziosa e desolata, consapevole che qui non c’è mai stata elettricità, acqua corrente o gas, ti fa sentire fuori posto. La cosa bella, almeno per me, è che non ti senti fuori posto in quel mondo, ti senti fuori posto nel mondo che vivi ogni giorno.. un mondo fatto di tecnologia, che nel suo guardare oltre sembra essersi dimenticato delle cose semplici, tanto da farti credere che non siano più possibili, neanche per poco. Non so se arrivando a Ceregate capiterà a tutti di vivere questa sensazione, ma spero che possa far riaffiorare qualcosa anche dentro di voi, anche solo il ricordo che la felicità è fatta di cose semplici.

 

 

 

Da più di trent’anni non c’è più nessuno che vive qui. E la storia dell’ultimo abitante di questo luogo dimenticato fa riflettere. Entrando nella casa del Sig. Carlo ( o almeno, in quello che ne resta ) puoi quasi immaginarne il profilo, le abitudini, le scelte di vita e purtroppo anche sentirne il dolore. Una scelta forte, quella di vivere da eremita quassù, dal 1970 fino al 1986 quando morì. Si dice che avesse scelto questa vita per paura del genere umano, inesorabilmente segnato dalle atrocità dei due conflitti mondiali e dalla crudeltà di cui può essere capace l’uomo. Sulla porta di casa è ancora appeso un cartello di Proprietà Privata, come se l’anima degli abitanti fosse ancora lì, a custodire il valore di ciò che è stato.

 

 

 

QUANDO ANDARE A CEREGATE

Dipende da voi! In sè il borgo è raggiungibile tutto l’anno, e in ogni stagione. E’ solo necessario ricordare che in inverno può essere difficile guadare il torrente Staffora per via dell’abbondanza d’acqua e, se nevica, possono essere necessari i ramponcini ( perché la salita finale è mediamente ripida e se ghiaccia non si sta in piedi ). Quello che fa la differenza è ciò che volete per voi.

Dal 1986 l’oblio di Ceregate viene interrotto due volte all’anno ( la domenica di Settembre in occasione della Festa di Maria Bambina e  il lunedì di Pasqua ) quando gli abitanti dei paesi vicini si riuniscono e salgono fin quassù per mantenere in vita la tradizione de gl’incanti: si mettono cioè all’asta le specialità tipiche della zona ( torte, salumi, formaggi ) ma anche manufatti e oggettistica, sul muretto del sagrato della chiesa. Il ricavato viene poi devoluto per il mantenimento e il restauro della Chiesa stessa, che il comune di Cegni strappa allo scorrere del tempo. Insomma, una vera e propria festa paesana, che ancora oggi è molto sentita.

Se volete saperne di più su Ceregate e dintorni: Ecomuseo Appennino Lombardo.

 

 

 

COME ARRIVARE A CEREGATE

Ceregate si trova a metà strada circa tra Cegni e Negruzzo, lungo la mulattiera che collega i due paesi. Quindi per raggiungere il borgo fantasma ci sono 3 alternative: da Cegni, da Negruzzo o guadando il torrente Staffora lungo la SP48 ( più o meno a metà strada tra Cegni a Negruzzo ). Noi vi descriviamo brevemente il tratto di mulattiera che parte da Cegni, perché solitamente percorriamo questo ( o guadiamo il torrente se non vogliamo camminare ), sappiate però che anche a Negruzzo troverete le indicazioni per Ceregate.

Difficoltà: E

Dislivello: 250 m

Tempo di percorrenza: 2 ore ( andata e ritorno )

Lunghezza: 8 km ( andata e ritorno )

Itinerario: arrivati a Cegni parcheggiate l’auto nei pressi della falegnameria che troverete lungo la strada. Se non siete della zona vi conviene chiedere a qualche paesano dove inizia il sentiero per Ceregate – Negruzzo. Le indicazioni ci sono, le troverete lungo la strada, ma sono poco leggibili: Lago h 0.30  – Ceregate h 1.00. Imboccata la sterrata poi sarà impossibile perdersi, la mulattiera è unica ed evidente fino a Ceregate. Dopo la discesa raggiungerete Lago o Pian del Lago, altro luogo dimenticato dagli uomini dagli anni Sessanta. Dopo alcuni muretti a secco la mulattiera spiana leggermente fino all’intersezione con un sentiero proveniente dal torrente Staffora ( punto in cui arriverete se deciderete di guadare il torrente ). Restate sempre sulla mulattiera e salite nuovamente fino a raggiungere il borgo fantasma. Una volta arrivati a Ceregate, se volete proseguire fino a Negruzzo, troverete le indicazioni nella parte “alta” del borgo: altri 200 m di dislivello e circa 1 ora di cammino.

 

 

 

Se volete avere un’anteprima di quello che si nasconde tra questi boschi, guardate le puntate della nostra rubrica L’appennino che non ti aspetti dedicate proprio al borgo fantasma di Ceregate. E se vi va ISCRIVETEVI AL NOSTRO CANALE per vedere in anteprima i nostri video.

 

Autore: Giorgia Ricotti

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. La Susi ha detto:

    ma pensa, ho avuto la seconda casa a Bagnaria per tanti anni e nessuno mi ci ha mai portato. Figo!

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    1. justoncemoretravel ha detto:

      Io ho fatto pure peggio.. ho passato estati ed estati tra Cegni e lo Staffora senza mai sapere, fai te.. a 35 anni lo scopro ( è quasi imbarazzante.. ) 🙂

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