Volto Megalitico di Borzone

Oggi vi racconto di un luogo dal fascino misterioso, nascosto tra le strette valli dell’entroterra di Chiavari ( Genova ). Come spesso accade e come vi ripetiamo ormai da sempre, i luoghi curiosi esistono anche vicino a casa, basta saperli trovare e riuscire a dargli il giusto valore. Questo sito curioso e sconosciuto, scoperto in tempi relativamente recenti, ha attirato l’attenzione di molti ricercatori. Ancora oggi però restano avvolti nel mistero sia la sua origine che il suo significato; c’è perfino chi dubita che possa essere opera dell’uomo e la considera un semplice “scherzo” della natura. Noi ci limitiamo a raccontarvi quello che abbiamo letto e sentito, quando arriverete al cospetto del volto farete le vostre considerazioni. Questa enorme roccia è conosciuta come il Volto Megalitico di Borzone o Volto di Cristo Megalitico e, anche se qualcuno ancora dubita che sia stata scolpita dall’uomo, è tra le sculture rupestri più grandi d’Europa: misura ben 7 metri di altezza e 4 metri di larghezza, e c’è chi dice in inverno si possa vedere anche dalla sottostante Valle Penna.

Prima del 1975 di questo volto nella roccia non si sapeva nulla, fu scoperta per caso durante i lavori di costruzione della strada che collega Borzone a Zolezzi e Colletta. Anche se leggenda narra che, una vola l’anno, le popolazioni di questa valle un tempo si riunissero sotto il volto megalitico per venerarlo e ringraziare; una volta abbandonato il vicino monastero di Sant’Andrea dai monaci, di questa tradizione si persero le tracce e di conseguenza anche la memoria della scultura nella roccia.

Come avrete già capito, sulle origini di questa scultura c’è un po’ di confusione e si leggono molte teorie : c’è chi pensa sia il volto di Cristo e che quindi possa essere stato scolpito dai monaci dell’Abbazia ( a sostegno della tradizione che vi ho appena descritto) e c’è chi invece crede che possa essere molto più antica, legata al culto del Dio Pen ( protettore delle cime secondo le antiche popolazioni liguri, come dimostra anche il nome del vicino Monte Penna ). Il volto è orientato esattamente verso il Nord magnetico ( abbiamo fatto la prova con la bussola, è così davvero ) e sembra rivolgere lo sguardo verso la Valle Penna,  altro fattore che fa pensare alla teoria della venerazione del dio delle cime. Una cosa è certa, che sia naturale o creata dalla mano dell’uomo, che sia molto antica oppure più recente, ricorda in tutto e per tutto un volto umano; addirittura qualcuno vede il volto incorniciato dai capelli ( come il volto di Cristo ) o con una sorta di copricapo. Secondo noi queste ultime due affermazioni sono un po’ azzardate.. il volto umano è riconoscibile e dai tratti abbastanza precisi, il resto “scompare” man mano che si avvicina alla roccia.

La cosa curiosa è che, se ve la sentite di arrampicarvi con la corda per arrivare ai piedi della roccia, vi accorgerete di come sembra scomparire anche il volto più voi vi avvicinate! Da sotto è praticamente impossibile delineare il volto, e viene davvero il dubbio che possa essere soltanto il risultato una lunga serie di casualità naturali che portano la roccia ad assomigliare ad un volto soltanto da una precisa prospettiva. Da vicino si nota anche un altro aspetto, che rientra nella vasta gamma delle stranezze legate a questa scultura e che compaiono nell’elenco a favore del fatto che sia opera dell’uomo: alcune parti del volto sono in bassorilievo, mentre altre sono in altorilievo, ma guardandolo da lontano questa differenza è assolutamente invisibile. Sembra sempre o tutto in negativo o tutto in positivo.

Le fotografie in questo caso non rendono bene l’idea e tendono a falsare la profondità del volto. Non è un trekking ma, se siete curiosi e vi interessa il genere, vale la pena di essere visto. E’ una semplice passeggiata su strada tra i boschi della valle, la lunghezza la scegliete voi in base a dove parcheggiate ( potete anche raggiungere il punto del volto direttamente in auto ).

Se vuoi avere un’anteprima di quello che ti aspetta, guarda la puntata della nostra rubrica L’Appennino che non ti aspetti dedicate proprio al Volto Megalitico di Borzone. E se ti va ISCRIVITI AL CANALE per vedere in anteprima i nostri video!

COME RAGGIUNGERE IL VOLTO MEGALITICO

Il Volto Megalitico si trova alle porte del Parco Naturale Regionale della Val d’Aveto, sul versante ligure ( in provincia di Genova ), lungo la strada asfaltata che collega Borzone a Zolezzi e Colletta, nel piccolo complesso roccioso delle Rocche di Borzone.

Autostrada A12 Genova – Livorno, uscita Lavagna. Usciti dal casello svoltare a destra sulla SS225 e proseguire fino a Carasco. Da qui proseguire sulla SS586 della Val d’Aveto fino a Borzonasca. Arrivati in paese seguire per Borzone ( se volete partire dall’Abbazia per vedere il Volto e/o i ruderi della Chiesa di San Martino ) o Vallepiana ( se invece volete fare il sentiero in senso inverso ).

QUANDO ANDARE

Nonostante le dimensioni della scultura, che resta comunque parzialmente visibile tutto l’anno, secondo noi il momento migliore per andare a vederla sono le stagioni in cui le fronde degli alberi non coprono parte delle Rocche.  Vale lo stesso discorso anche per i più avventurosi che vogliono arrampicarsi con la corda per raggiungere “i piedi” del volto megalitico; essendo in Liguria non c’è il problema di ghiaccio anche se le rocce sono a Nord, ma con la vegetazione rigogliosa e i rovi arrampicarsi può essere fastidioso. Fate attenzione se è piovuto di recente perché le rocce sono scivolose e il breve sentiero che dalla strada asfaltata porta alle rocce con la corda è parecchio precario.

Le passeggiate e i trekking sono percorribili tutto l’anno, è necessario solo fare attenzione lungo il sentiero verso i ruderi della Chiesa di San Martino in caso di forti piogge: i 5 torrentelli che dovete attraversare ( normalmente in secca ) possono avere acqua e può essere necessario fare piccoli guadi. I resti della chiesa sono sicuramente più spettacolari avvolti dal verde del bosco, ma è suggestiva in ogni momenti.

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NON SOLO SCULTURA RUPESTRE: trekking tra storia e mistero

Cartina del Parco

Se vi piace fare trekking o anche solo passeggiare nei boschi, questa zona offre diverse possibilità che potete abbinare alla visita del Volto Megalitico.

Trekking ad anello di Borzone

E’ un itinerario di carattere etnografico, breve ma piacevole, che parte dall’Abbazia di Sant’Andrea ( a Borzone ) e vi porterà nei boschi circostanti alla scoperta dei piccoli nuclei rurali dalle caratteristiche antiche: portali megalitici, incisioni, teste apotropaiche, ferri a cicogna e molto altro. Lungo il sentiero potrete anche farvi un idea degli ingegnosi sistemi di canalizzazione delle acque, probabilmente ideati dai monaci dell’abbazia. Il paesaggio come lo si vede oggi è frutto proprio del lavoro e delle tecniche insegnate dai monaci che, a partire dall’Alto Medioevo, si può dire che “gestivano” la valle in ogni suo aspetto. Boschi cedui, castagni, oliveti, orti, che in autunno colorano la valle e in estate danno un verde sollievo ai viandanti.

Segnavia:  ||

Tempo:  1.30 ore ( anello completo Abbazia – Case Bancora – Castagnello –Abbazia )

Se volete aggiungere la visita al Volto Megalitico, a metà strada tra Gaggi e Case Bancora troverete la deviazione che sale saltando buona parte della strada asfaltata.

Per i più volenterosi potete anche raggiungere l’Abbazia di Sant’Andrea partendo a piedi da Borzonasca, seguendo la segnaletica || ( alcuni tratti saranno su strada asfaltata ). Raggiunta l’abbazia potete collegare tutti gli altri sentieri a vostro piacimento.

Se volete saperne di più sulla storia del monastero: Abbazia di Sant’Andrea a Borzone.

Trekking ai ruderi della Chiesa di San Martino di Licciorno

Questo trekking è in realtà il prolungamento del percorso che vi porta al Volto Megalitico, quindi anche in questo caso potete scegliere se arrivare in macchina fino all’ultimo paese – Colletta –  e proseguire a piedi da qui fino a destinazione, oppure lasciare l’auto in un punto a vostro piacimento e “comporre” il vostro trekking come preferite. Dal Volto Megalitico proseguite, su strada asfaltata, fino a raggiungete appunto l’abitato di Colletta. Da qui si prosegue solo a piedi, con segnaletica || . Salirete nel bosco oltrepassando 5 piccoli torrentelli fino ad un bivio Prato Sopralacroce – Vallepiana : seguite le indicazioni Vallepiana tenendo la destra e a breve raggiungerete i ruderi della Chiesa di San Martino di Licciorno.

Segnavia: ||

Tempo: 2 ore ( solo andata )

L’abitato di Vallepiana è raggiungibile anche in auto, ma da un’altra vallata, quindi se volete iniziare il trekking da qui, a Borzonasca dovrete tenere la sinistra e seguire le indicazioni per Vallepiana – Passo del Bocco invece che per Borzone. Da Vallepiana la segnaletica è sempre || ma il sentiero è molto breve e bisogna seguire Ruderi Chiesa di San Martino Licciorno. E’ possibile anche da qui raggiungere il Volto Megalitico percorrendo al contrario il sentiero descritto dall’Abbazia di Borzone.

ruderi Chiesa di San Martino di Licciorno

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Autore: Giorgia Ricotti

 

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