Monte Vallassa e Grotte di San Ponzo

Siamo al confine tra Lombardia e Piemonte, sul crinale che corre tra la Valle Staffora ( Provincia di Pavia ) e la Val Curone ( Provincia di Alessandria ). Il Monte Vallassa è una formazione unica nel suo genere, che nasconde tra i suoi boschi 5000 anni di storia umana e milioni di anni di storia dell’Appennino! Per noi è casa, ci viviamo da sempre e ci veniamo molto spesso, per arrampicare o semplicemente per rilassarsi dopo una brutta giornata al Pico dell’Indiano, luogo che alcuni definiscono magico. Chi come noi abita in queste zone non conosce questo luogo come Monte Vallassa, ma semplicemente come Guardamonte o come Balze di Guardamonte, e forse non ha mai dato molto peso a tutto ciò che offre. Io per prima, nonostante conosco la zona, finché non ho iniziato a guardare il mondo con occhi diversi, non mi sono mai accorta che in pochi chilometri si può fare un vero e proprio viaggio nel tempo, dalle origini della Pianura Padana ai giorni nostri ( tanto che per scrivere tutto ci vorrebbero almeno altri 3 articoli per ogni argomento ). Inizio raccontandoti del trekking ad anello che tocca tutti i punti di interesse del Monte Vallassa, più avanti troverai dei piccoli approfondimenti a seconda di ciò che ti piace.

 

COME ARRIVARE

Uscita autostradale Voghera ( PV ), da qui prendi la circonvallazione seguendo le indicazioni per Rivanazzano – Salice Terme. Segui sempre queste indicazioni attraversando Voghera, da qui troverai anche indicazioni per Varzi. Uscito da Voghera imbocca la SP461 in direzione Varzi, passerai i paesi di Rivanazzano Terme, Salice Terme e Godiasco. In Loc. Casa Cucchi troverai sulla tua destra la SP62 con indicazione Cecima, seguila oltrepassando il paese e raggiungendo la piccola Serra del Monte. In centro paese la strada sembra terminare, ma dovrai imboccare la strada asfaltata che sale a sinistra in direzione Agriturismo Cà del Monte – Planetario Osservatorio. Continua lungo la strada fino a raggiungere l’Agriturismo, potrai parcheggiare nel prato di fronte.

DOVE MANGIARE

Se non vuoi portare i panini ma gustare qualche specialità locale ( ti consigliamo il salame di Varzi e i salumi in generale ), potrai fermarti in due posti.

Agriturismo Cà del Monte  dove potete fermarvi solo per una merenda a fine giornata, ma anche per il weekend. Offre camere di ogni tipo ( anche una suite per i più esigenti ), ottima cucina e varie attività outdoor ( equitazione, parapendio, birdwatching, trekking, e molto altro ).

Agriturismo Guardamonte  che invece troverete sull’altro versante del Monte Vallassa, lungo l’anello che vi descriveremo ( è raggiungibile con una piccola deviazione sul sentiero, ma si tratta di poche decine di circa 500m ). Piccolo e accogliente, ottima cucina e persone splendide. Noi ci andiamo spesso per unire l’utile ( mangiare bene ) al dilettevole ( arrampicare al paretone delle Balze di Guardamonte ).

 

CARATTERISTICHE DEL TREKKING

Difficoltà : E

Tempo :  3 ore ( intero anello )

Dislivello : 400 mt

Cartina trekking ad anello Monte Vallassa

DESCRIZIONE DEL TREKKING

Lasciata l’auto nel parcheggio in erba dell’Agriturismo Cà del Monte prosegui verso l’Osservatorio fino ad incontrare il sentiero 101 che resta in cresta tenendo la destra ( ignora il sentiero che scende a sinistra ). In breve troverai sulla tua destra una cima panoramica con una croce. Prosegui nel bosco sempre seguendo il filo di cresta, il saliscendi ti porterà ad un bivio: prosegui a sinistra, lasciando il sentiero 101 sulla tua destra. Al bivio successivo tieni nuovamente la sinistra salendo leggermente, finalmente al bivio successivo troverai le indicazioni per le Grotte di San Ponzo – San Ponzo . Il sentiero si fa più evidente scendendo in modo più deciso; dopo un paio di tornanti la discesa si fa più dolce, prosegui fino ad un incrocio in cui devi girare a sinistra. Dopo poco troverai un’area pic-nic con tavoli, barbecue e tabelloni descrittivi; nelle vicinanze troverai anche una fontanella e uno splendido e imponente castagno secolare ( ha quasi 400 anni ! ).

Da qui per raggiungere le Grotte di San Ponzo dovrai salire tenendo la sinistra, in pochi minuti ti troverai davanti alla piccola chiesetta nella grotta. [ info san ponzo ] Poco più avanti rispetto alla chiesetta c’è una seconda grotta, in cui si può salire con un brevissimo tratto attrezzato. Se vuoi salire, fai attenzione soprattutto se c’è umido o bagnato.

Per proseguire il trekking devi ritornare all’aera pic-nic e ripercorrere il sentiero da cui sei venuto fino al bivio dove trovi le indicazioni per Coriola. Segui il sentiero per Coriola fino al bivio successivo, poco dopo, dove terrai la destra. Prosegui dritto ( ignorando le piccole deviazioni non segnalate che incontri) fino ad un evidente bivio dove continuerai a tenere la destra, imboccando il sentiero che sale. Al bivio successivo tieni sempre la destra, salendo bruscamente. Arriverai in prossimità di un muretto a secco perpendicolare al sentiero che stai percorrendo; abbandona il sentiero battuto e prosegui ( apparentemente senza traccia per circa 30 metri ) costeggiando il muretto a secco, ti congiungerai al sentiero di cresta che devi percorrere da lì in poi per tornare. Imbocca il sentiero tenendo la destra ( a sinistra si scende ) e prosegui lungo tutto il crinale. Lungo il tuo cammino incontrerai 3 Picchi molto panoramici: il più alto dei tre è chiamato il Picco dell’Indiano, luogo mistico dalla pace quasi surreale.  Il sentiero di crinale termina con un crocevia in cui compaiono  le indicazioni per Guardamonte – Bivio Cà del Monte: ignora sia il sentiero che scende a sinistra che il sentiero che prosegue pianeggiante a destra, e sali dritto davanti a te proseguendo sempre sul sentiero di cresta. Raggiungerai in breve la cima del Monte Vallassa ( 750 m ).

Da qui inizia la discesa verso l’Osservatorio. Se volete fare una piccola deviazione per vedere il famoso Paretone, poco dopo la cima imboccate il sentierino sulla vostra sinistra: troverete una piccola grotta e la panoramica balconata di arenaria.

Prosegui la discesa fino ad un incrocio dove troverete le indicazioni per l’Osservatorio. Da qui in poi segui sempre queste indicazioni fino a quando non tornerai all’Osservatorio e poi all’Agriturismo.

QUANDO ANDARE

I sentieri di queste zone percorribili tutto l’anno, la scelta del periodo dipende da quello che ti interessa maggiormente. Dal punto di vista naturalistico e del paesaggio in genere, sicuramente la primavera e l’estate sono i periodi migliori: prati in fiore, boschi ricchi di verde, osservatorio astronomico aperto e attività outdoor da godersi in compagnia. Se ti piace fare foto ti consigliamo di andare in primavera, troverai fiori e animaletti per foto naturalistiche di tutto rispetto; se ami fotografare i paesaggi  te lo consigliamo anche d’autunno, giochi di colori nei boschi e “nell’aria” ( tramonti incredibili e qualche volta anche nubi basse rendono tutto molto interessante! ). Se tra un trekking e un giro al planetario vuoi anche mangiare qualcosa di tipico, ti consigliamo di non venire in inverno perché entrambi gli agriturismi sono chiusi ( o aprono solo su prenotazione ).

NON SOLO TREKKING

Nonostante sia una zona che ha molto da offrire per il trekking, sia in giornata che per cammini più impegnativi ( punto di passaggio della Via Francigena e della Via del Sale ), queste zone ti permetteranno di spaziare su varie ricchezza del territorio a seconda dei tuoi interessi: potrai trovare fossili marini a testimonianza dell’antico oceano, potrai trovare resti archeologici che portano con loro 5000 anni di storia o potrai dedicarti ad attività più curiose e avventurose!

CURIOSITA’ GEOLOGICHE E PALEONTOLOGICHE

La storia geologica di quest’area, compresa tra il Monte Vallassa e il Monte Penola, ha fatto sì che ancora oggi passeggiando tra questi boschi si possano trovare facilmente fossili ( anche di grandi dimensioni ) di origine marina. Sì lo so, non ci credevo nemmeno io. Invece è tutto vero e ti dirò di più: sono state ritrovate perfino le ossa di una balena preistorica! Essendo al confine di due regioni però, i ritrovamenti sono stati “spartiti” tra il museo di Torino ( per la regione Piemonte ) e il Museo Civico di Scienze Naturali di Voghera.

Oggi sembra difficile da credere, ma 12 milioni di anni fa sedendoti alla croce del Monte Vallassa, saresti stato comodamente in riva al mare: un mare caldo, ricco di vita e popolato da un numero incredibile di specie animali, dai molluschi ai grandi predatori preistorici. Queste formazioni sono infatti rocce sedimentarie, nate cioè dall’accumulo di sedimenti marini e di materiale lavico proveniente da spaccature della crosta terrestre sul fondo di questo antico mare. Un mare scomparso con l’avvicinamento delle placche Africana ed Europea, che ha portato al conseguente innalzamento della dorsale appenninica. La storia di questa terra è talmente lunga e complessa da aver dato vita addirittura ad un tipo di arenaria che esiste soltanto qui, e ne ha preso il nome: l’Arenaria del Monte Vallassa.

CURIOSITA’ ARCHEOLOGICHE

Questa zona è una fonte inesauribile di reperti e di storia dell’uomo. In posizione dominante rispetto alla Valle Staffora e alla Val Curone, gode di un’ottima difesa naturale. I suoi boschi e i suoi crinali racchiudono 5000 anni di storia umana! I primi insediamenti risalgono al V millennio a.C. al I sec. d.C., che vuol dire testimonianze di insediamento a partire dal Neolitico fino all’Età del Ferro e all’Epoca Romana.  Uno dei motivi di questo susseguirsi di insediamenti, oltre alla posizione strategica, è la tipologia di terreno che permetteva la presenza di sorgenti persistenti. Questi terreni hanno restituito reperti archeologici della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata, strumenti in pietra scheggiata in selce ( punte di frecce e un grattatoio ) e in pietra verde ( ofiolite ) levigata, fino a reperti della Cultura del Vaso Campaniforme. Si passa poi ai resti di strutture vere e proprie come capanne ( costituite da pietre disposte in forma circolare ) e frammenti di vasi in ceramica, fino a strutture murarie dell’Età del Bronzo Recente. Tutte tecniche già presenti in Liguria, che quindi fanno pensare ad insediamenti della popolazione ligure in queste terre. Seguì una fase di temporaneo abbandono, ma questa zona non fu dimenticata a lungo perché ci sono testimonianze del periodo del Bronzo Finale. I vari scavi hanno portato alla luce anche basamenti in pietra e i resti di una fornace per la cottura della ceramica. Dopo la fine dell’utilizzo della fornace l’area non fu abbandonata, lo dimostrano i resti di ceramica a vernice, bracciali in pasta vitrea e vasellame di uso domestico.

Guardamonte era anche luogo di relazioni commerciali e culturali, i ritrovamenti provano che chi abitava questi luoghi si intratteneva con popolazioni differenti, come i Celti e i più vicini gli Etruschi.

Dove puoi vedere tutti questi reperti ( insieme a quelli geologici e paleontologici ovviamente )? Ben custoditi al Museo di Scienze Naturali di Voghera ( http://www.museoscienzevog.it/  ). E ti consigliamo di andarci!

strumenti

LA STORIA DI SAN PONZO

Nella zona pic-nic, poco prima delle Grotte di San Ponzo, troverai anche una fontanella; bevi un goccio d’acqua che non si sa mai! Perché? Perché si dice che l’acqua di quelle grotte sia miracolosa, chi la beve o si bagna con essa può guarire dalle malattie; si dice anche che faccia bene alle neomamme che allattano e ai loro bambini.

La storia di Ponzo ( poi diventato Santo ) è curiosa. Nato a Roma da una nobile famiglia pagana, convertito al cristianesimo e in cammino per l’Italia. C’è chi dice che sia arrivato in Oltrepo per sfuggire alle persecuzioni dei cristiani ad opera dei romani, c’è chi dice che fosse in cammino per diffondere il cristianesimo. Quello che è certo, è che ha vissuto da eremita in queste grotte, ( pare ) nutrendosi solo delle uova della sua gallina e delle gocce d’acqua che sgorgavano dalla volta della grotta in cui viveva. Ancora oggi si crede che l’acqua di questa fonte sia miracolosa ( se sia così “per natura” o per opera di Ponzo nessuno lo sa ); ma si racconta che un giorno, nei pressi di Fortunago, Ponzo riuscì a far nascere una fonte d’acqua dal terreno soltanto sfiorandolo, per dissetare dei buoi affaticati dal lavoro dei campi. Il povero San Ponzo però non fece una bella fine.. fu trovato dai romani e decapitato. Anche le sue spoglie hanno una storia turbolenta: si narra che il sacerdote di Montalto Pavese, anni dopo la morte di San Ponzo, decise di portare la testa del Santo nella sua parrocchia, ma strada facendo la testa divenne così pesante da impedire ai buoi di muovere il carro su cui stava viaggiando. Si dice fosse il legame di San Ponzo con queste terre, che amava a tal punto da non volersene andare. Il risultato? Il corpo è nella Chiesa di San Ponzo di Semola ( che festeggia il suo patrono il 14 Maggio ), la testa è nella Chiesa di Fortunago ( che festeggia il suo patrono il 2 Settembre ).

sentiero alla Chiesetta di San Ponzo

PLANETARIO E OSSERVATORIO ASTRONOMICO CA’ DEL MONTE

Come ti dicevo questa zona è particolare per vari motivi, uno di questi è la sua posizione involontariamente “strategica” per l’osservazione astronomica. Il motivo principale è la vicinanza al mare, che permette di avere sempre ( o quasi ) un’atmosfera stabile con cielo terso e trasparente. E non lo dico a caso, in Osservatorio ci ho passato le notti e i pomeriggi per quasi un anno. Amo l’astronomia, l’osservazione del cielo e del sole, e sì.. lo confesso avevo un telescopio ( niente di professionale, ma mi ha permesso di vedere diverse cose ) e grazie ad un’amica che ha lavorato in Osservatorio per diversi anni, ho avuto la possibilità di giocare con telescopi professionali, conoscere persone splendide che si occupano di ricerca e di corsi, ho potuto fare il corso di astrofotografia e sperimentare le macro naturalistiche lungo i sentieri limitrofi, ho dormito nelle brandine con loro e imparato l’arte della sostenibilità, del riciclo e del risparmio energetico. Insomma un’esperienza tra le più belle che abbia fatto! E ti consiglio, anche solo per un giorno, di provare anche tu ad avvicinarti al mondo delle stelle.

osservatorio ca del monte

Troverai un Osservatorio dotato di tre cupole, un teatro con vista panoramica a 360° e un Planetario dove si tengono le lezioni o la parte introduttiva delle serate. Dopo averti raccontato qualcosa in planetario arriverà la parte migliore, quella pratica! Si esce in giardino e si punta il naso all’insù! Con puntatori laser e i loro telescopi professionali, vi faranno scoprire le meraviglie del cosmo facendoti sentire parte di qualcosa di grande.

Sono aperti tutti i weekend: nei mesi di Marzo – Aprile e Ottobre – Novembre – Dicembre le aperture sono il sabato sera e la domenica pomeriggio. In estate si aggiunge l’apertura serale del venerdì.

La prenotazione  è obbligatoria! Se volete saperne di più Osservatorio Planetario Cà del Monte.

VOLO IN PARAPENDIO

Salire su una montagna o anche solo su una collina, per poi scendere a valle attraverso il sentiero del cielo, è un’esperienza da fare almeno una volta. Trovarsi in un attimo sospesi nel silenzio, sentendo appena il rumore del mondo, è una sensazione difficile da descrivere a parole. E’ più facile vederlo, ed è ancora meglio viverlo! Graziano poi è la persona migliore che si possa incontrare per affrontare la prima esperienza di volo. Con il suo sorriso rassicurante e le sue battute è capace di farvi dimenticare ogni vostra paura o incertezza. Se ti interessa saperne di più, leggi l’articolo Il Gioco del Volo in cui troverai anche il video del mio volo!

Se ti senti pronto e vuoi prenotare il tuo volo biposto, troverai  tutte le informazioni sul loro sito Explorer Il Gioco del Volo .

CLIMBING

Un grande parco giochi per tutti noi arrampicatori pavesi, che nel tempo ha attirato l’attenzione anche di altri. Se ti piace arrampicare qui puoi trovare la tua dimensione: 130 vie d’arrampicata, divise in vari settori e di varie difficoltà, ti aspettano! Per un climber della zona il nome Monte Vallassa non esiste, esiste solo il “reparto” Guardamonte. Ah, e non fatevi sentire quando dite la parola trekking.. a Guardamonte si arrampica e basta. Queste pareti sono molto particolari, e noi diciamo sempre “Guardamonte o lo ami o lo odi.. non ti può piacere solo un po’!” perché l’Arenaria del Monte Vallassa è unica.

Qui troverai tutti i settori e le descrizioni delle vie di arrampicata delle Balze di Guardamonte.

Se vuoi avere un’anteprima di quello che ti aspetta, guarda le puntate della nostra rubrica L’Appennino che non ti aspetti dedicate proprio alle curiosità del trekking al Monte Vallassa e alle Grotte di San Ponzo. E se ti va ISCRIVITI AL CANALE! Stiamo preparando tutto, nel frattempo puoi guardare le puntate precedenti della nostra rubrica.

Se sei alle prime esperienze di trekking possono interessarti questi consigli:

Cosa vuol dire fare trekking – Dislivello e difficoltà – Una notte in Rifugio – Una notte in Bivacco

Si ringrazia Martina LucchelliResponsabile delle Attività Didattiche del Museo Civico di Scienze Naturali di Voghera per la collaborazione e la pazienza. Ci ha seguiti e supportati per gli aspetti storico – naturalistici e ci accompagnerà alla scoperta dei Monti Vallassa e Penola, raccontandoci gli aspetti archeologici, geologici e paleontologici di questa zona.

Museo Civico di Scienze Naturali – via Gramsci 1, 27058 Voghera

Tel. 0383 – 644200  e-mail: museovoghera@yahoo.it

 

Autore: Giorgia Ricotti

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Lucy the Wombat ha detto:

    Bellissimi questi Orridi 😄

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