Orridi di Uriezzo

Mi viene sempre da sorridere quando leggo la parola Orrido. Quando la sentiamo, soprattutto non inserita in un contesto, ci fa pensare subito a qualcosa di brutto e terribile, che forse non solo non ci piacerà ma in cui non vale nemmeno la pena andare. Forse per molti sarà così, effettivamente infilarsi in strette gole non è per tutti piacevole. Secondo me invece gli Orridi nascondono qualcosa di incredibile: la capacità di farti capire in un istante il potere dell’acqua che, unita al tempo, può dare vita a luoghi che hanno dell’incredibile. Quando a scuola ci spiegavano l’erosione o le Ere Geologiche, faticavo a dare un senso a tutto quel tempo o agli effetti che potesse avere un “semplice” rigagnolo d’acqua che silenziosamente scorre per secoli e secoli.

Ma cosa sono gli Orridi?

Questa parola viene usata come sinonimo di gola o forra, e indicata una valle profonda con pareti ripide spesso disegnate dai fenomeni erosivi di fiumi o torrenti. La caratteristica principale, che li distingue da una semplice gola molto stretta, è una serie di grandi cavità subcircolari separate tra loro da stretti e tortuosi cunicoli. Le pareti sono scolpite da nicchie e volute, spesso colorate, prodotte dal vorticoso e incessante scorrere di cascate d’acqua. In alcuni casi le pareti si avvicinano talmente tanto da non permettere di vedere il cielo.

orridi uriezzo copertina

Entrando negli Orridi di Uriezzo tutte le spiegazioni teoriche prendono forma e si fanno chiare. Qui, dove il fiume Toce ( Valle Antigorio ) e il fiume Devero ( Valle Devero ) uniscono le loro strade nella Piana di Verampio, nasce qualcosa di unico e raro. Forse perché sono i più belli che ho visto finora in Italia o forse perché sono davvero particolari ( soprattutto l’Orrido Sud ), ma credo meritino di essere visti almeno una volta. Una delle particolarità di questi Orridi è che il torrente che li ha modellati ora non scorre più in queste strette gole, permettendo quindi di essere attraversati a piedi meravigliandosi ad ogni passo!

Orrido Sud - pareti

COME ARRIVARE

Autostrada A26 in direzione Gravellona Toce fino a Gravellona, poi imbocca la SS33 Gravellona Toce – Sempione fino all’uscita Valle Antigorio – Formazza. Risali la Valle Antigorio attraverso la SS659 fino al paese di Baceno. Il trekking inizia nel parcheggio della bellissima Chiesa di San Gaudenzio, nella parte alta del paese. Puoi parcheggiare nei pressi del cimitero.

CARATTERISTICHE DEL TREKKING

Difficoltà : T – E

Nota: solo per raggiungere l’ultimo Orrido ( Orrido Ovest ) è presente un tratto di sentiero attrettato con corrimano, ma non esposto, e al termine dell’Orrido troverai  4 gradini artificiali in staffa metallica.

Tempo :  2 ore ( anello classico )

Dislivello : 240 m ( anello classico )

Lunghezza: 6,5 km

Cartina anello Orridi di Uriezzo

DESCRIZIONE DEL TREKKING

Lasciata l’auto nei pressi del cimitero della Chiesa di San Gaudenzio, imbocca la volta in pietra sul lato sinistro dell’ampio sagrato. Troverai subito la segnaletica per gli Orridi di Uriezzo – sentiero H00. Costeggia le mura della chiesa e raggiungi la strada sterrata, prosegui verso sinistra e raggiungi le abitazioni di Balmalcor [ troverai una fontana con acqua di fonte ]. Prosegui sul largo selciato in direzione del bosco, poco dopo un’abitazione isolata troverai il primo bivio: tieni la destra scendendo lungo il sentiero G00 – Verampio Crodo, mentre al bivio successivo sali a sinistra imboccando il sentiero G34c in direzione Orridi di Uriezzo.

Ti troverai in una radura, con sentiero evidente, attraversala fino a raggiungere la centrale dell’acquedotto [ dove troverai una fontanella ]. Il cartello nello spiazzo non è chiarissimo, devi salire lungo la scalinata in pietra con corrimano dove troverai l’indicazione Orridi sulle rocce. Il sentiero si congiunge di nuovo ad una sterrata, prendila girando a sinistra in direzione Orridi di Uriezzo – Oratorio Santa Lucia – sentiero G34.

Poco dopo troverai sulla tua destra la deviazione per il primo orrido, lo splendido Orrido Sud. Scendi la scalinata e goditi lo spettacolo! Scenderai per 30 m attraverso sentiero e scale in acciaio, fino a raggiungere il fondo del canyon. Potrai percorrere i 250 m delle gole immerso nel silenzio, che viene interrotto soltanto dalle gocce che cadono e dal canto degli uccelli “in superfice”. L’acqua che scorre può rendere il sentiero scivoloso o fangoso in alcuni tratti, ma non ci sono rischi, basta fare attenzione a dove si mettono i piedi. Il rigagnolo d’acqua che si forma crea un’atmosfera quasi magica, ed estremamente rilassante. Non so voi, ma io sarei stata lì dentro per ore!

Alla fine dell’orrido puoi fare una piccola deviazione verso le Marmitte dei Giganti, troverai la descrizione più avanti in NON SOLO ORRIDI. Una volta tornato alle porte dell’Orrido Sud ripercorrilo in salita fino a raggiungere di nuovo l’ingresso sulla sterrata più a monte. Prosegui sulla sterrata verso destra, troverai la segnaletica gialla Altri Orridi – Chiesa di Santa Lucia, e poco dopo un cartello sulla destra ti indicherà la breve deviazione per il Ponte Balmasurda, dove potrai ammirare l’altissimo Orrido di Balmasurda. Con i suoi 50 m di altezza, questo ponte porta la mulattiera dall’altro lato dell’orrido per permettere agli abitanti di raggiungere la piccola Crego.

Ritorna sulla sterrata e prosegui il tuo cammino fino a raggiungere la vicina strada asfaltata che, in prossimità di una splendida casa in pietra dal giardino invitante, a destra ti porterà alla piccola Chiesetta di Santa Lucia [ e con una deviazione un po’ più lunga e su sentiero, all’Orrido di Balmafredda, che noi non abbiamo fatto ] mentre a sinistra prosegue verso gli Altri Orridi come indicato dalla segnaletica.

Proseguendo verso gli altri orridi, poco dopo la casa in pietra ( praticamente dietro il giardino ), troverai le indicazioni per deviare all’Orrido di Uriezzo Nord-Est. E’ molto più breve e più piccolo del primo, ma comunque interessante. Se sei fortunato che capiti nella stagione giusta, guardati in giro: potresti fare incontri interessanti.

Alla fine della gola tieni la sinistra nel bosco, costeggiando la gola, anche se il sentiero non è subito evidente non puoi sbagliare perché poco dopo troverai la traccia evidente che ti riporta in qualche minuto sulla strada asfaltata. Tieni la destra in direzione del grande lavatoio sentiero G34b – Orrido di Uriezzo Ovest e attraversa le abitazioni. Dopo le case troverai un bivio, con una scalinata che sale e un sentiero che scende a sinistra. Sia che tu voglia vedere l’orrido, sia che tu voglia proseguire verso la macchina, devi prendere il sentiero a sinistra ( che ripercorrerai se deciderai di fare la deviazione per l’Orrido Ovest ). Nonostante le indicazioni “solo per esperti” non ti preoccupare! Non ci sono tratti esposti, ed è presente un corrimano. Fai solo attenzione se i sassi sono bagnati. Terminato il tratto con ringhiera arriverai ad una palina nel bosco, lì puoi decidere se tornare direttamente alla macchina ( tenendo la sinistra, come farai quando ripasserai di li dopo aver visto l’orrido ) o deviare a destra per risalire il ripido Orrido Ovest.

Se fai la deviazione sappi che troverai alcune staffe in metallo ( 4 per la precisione, dotate di corrimano ) per salire l’ultimo tratto della gola. Arrivato “in cima” dovrai tenere la destra sentiero G34b – Uriezzo Orridi di Uriezzo per scendere al bivio precedente, dove seguirai di nuovo il sentiero che scende verso il tratto con corrimano che ti porta al bivio successivo nel bosco ( dove prima hai trovato la deviazione per l’Orrido Ovest ).

Al bivio questa volta devi seguire Baceno Chiesa – Verampio : passerai nei pressi del Masso Erratico e poi in un piccolo pianoro dove sembra che il sentiero sparisca. Attraversa il pianoro e troverai le indicazioni e il sentiero infossato che ti riporta sul circuito dell’andata sentiero Verampio – Crodo. Resta sempre sul sentiero principale per Verampio fino a quando non raggiungerai la mulattiera che hai percorso all’andata, dove dovrai tenere la destra seguendo sempre Baceno Chiesa fino al parcheggio.

 

QUANDO ANDARE

Le stagioni ideali per attraversare gli orridi in sicurezza sono dalla primavera all’autunno, tenendo conto che se piove potrebbe diventare poco agevole attraversare le gole. Se vuoi goderti anche la valle oltre che agli orridi, sicuramente ti consigliamo di andare in primavera inoltrata quando tutto riprende vita e colora il paesaggio; o in autunno quando i boschi si tingono come una tavolozza di colori accesi.

Anche in inverno, se non c’è neve, possono regalare angoli di rara bellezza con formazioni di ghiaccio simili a stalattiti e giochi di luce che darebbero soddisfazione a qualunque fotografo.

 

NON SOLO ORRIDI

MARMITTE DEI GIGANTI

Come per la parola Orridi, anche la parola Marmitta non è ciò che sembra. Le marmitte infatti sono cavità semisferiche che si sono formate ai tempi delle glaciazioni, causate dalla forza erosiva dell’acqua; anzi dalla forza della caduta dell’acqua, che scorreva ad altissima pressione al di sotto del ghiacciaio. Le acque superficiali del ghiacciaio precipitavano in profondità creando turbolenti ruscelli tra i crepacci, alimentando una rete di torrenti che scorrevano a contatto tra roccia e ghiaccio. Puoi immaginare la potenza erosiva di queste acque, che poteva formare rapidi vortici che scorrevano anche a 200 km/h!

Marmitte dei Giganti

Come raggiungere le Marmitte dei Giganti:

Terminato l’Orrido Sud troverai una scalinata che ti riporta sulla strada sterrata, in prossimità di un ponte. Se la segui scendendo a sinistra, dopo qualche tornante troverai le indicazioni per il ponte panoramico sulle Marmitte dei Giganti. In questo tratto il fiume Toce scorre all’interno di cavità semisferiche incise sull’alveo roccioso. Ricordano vagamente delle enormi scodelle, o dei grandi catini, ed è per questo che in tempi lontani sono state chiamate marmitte dei giganti.

 

MURO DIAVOLO

Se aggiungi la deviazione al Muro del Diavolo all’anello classico degli Orridi di Uriezzo, le caratteristiche del trekking saranno queste:

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: 3.45 ore ( Orridi + Muro del Diavolo )

Dislivello: 666 m

Lunghezza: 12 km

Cartina anello Muro del Diavolo

Dal Ponte di Balmasurda segui il sentiero per Crego. Dall’abitato prosegui sulla strada in direzione di Arvenolo ( ignorando il sentiero per l’alpeggio di Aleccio) sentiero G06. Tra le stalle-fienili che si trovano vicino alla strada potrai immergerti per qualche momento nell’antico mondo del popolo walser, apprezzandone le tecniche costruttive tipiche anche della vicina Val Formazza. Raggiunto l’abitato di Arvenolo, a fine paese, troverai l’alpeggio dove si trova il cosiddetto Muro del Diavolo.

Un enorme quanto rara struttura di pietra che riposa da tempo immemore in questa valle, aspettando immutabile e misterioso, che qualcuno ne scopra il vero significato. Gli abitanti della valle lo considerano una di quelle “opere” che non possono essere state costruite dall’uomo. Ed è proprio da qui che deriverebbe il nome inquietante di Muro del Diavolo. Non so dirvi cosa sia realmente, ma appare come basamento megalitico che sostiene un ampio terrapieno. Le pietre ( alcune di dimensioni davvero enormi! ) sono sovrapposte a secco e nella parte frontale troverai un’apertura dal robusto architrave.

muro del diavolo

C’è chi dice che nasconda camere interne ancora inesplorate, ma è impossibile controllare di persona. C’è chi ancora si domanda a cosa serviva una simile costruzione in una zona di boschi e pascoli, e le spiegazioni sono le più varie: un luogo fortificato, un edificio di culto pagano, l’opera del demonio o addirittura i resti di un molo ( a cui erano appesi un tempo grossi anelli di ferro usati come attracco quando lì giaceva un enorme lago,  subito dopo il ritiro del ghiacciaio ). Ce n’è per tutti i gusti, quando lo avrai trovato sceglierai tu la spiegazione che preferisci!

 

CHIESA DI SAN GAUDENZIO

La facciata dall’apparenza spoglia e poco curata, nasconde un interno vivo come non mai! Anche se non siete appassionati di chiese ( come la sottoscritta ) vale la pena di essere vista. L’interno è un tripudio di affreschi e di colori, le statue dei Santi sembrano ricreare scene quotidiane in cui si fondono sacralità e vita comune. Nata attorno al Mille, la chiesa si è sviluppata nel Trecento e più ancora nel Cinquecento con l’aggiunta delle navate laterali e del suo infinito campanile che risale al 1523. Guardarlo stando ai piedi delle rocce del sentiero per gli Orridi fa venire i capogiri, sembra non finire mai!

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Autore: Giorgia Ricotti

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