In cammino tra i Castelli di Bellinzona

La nostra avventura alla scoperta della Via Francisca del Lucomagno inizia sul versante svizzero, con un interessante camminata tra le vie e le fortezze di Bellinzona organizzata dall’ Associazione Amidi della Via Francisca del Lucomagno .

Racchiusa tra i verdi versanti della Valle del Ticino, la città di Bellinzona è famosa soprattutto per i suoi castelli, ma vi assicuro che meritano attenzione anche il centro storico, uno dei più autentici di tutto il Ticino, lo splendido Palazzo del Comune e la quattrocentesca chiesa di Santa Maria delle Grazie. Se ne hai la possibilità, fai in modo di iniziare la tua visita il sabato mattina, per non perderti l’animatissimo mercato. Troverai il meglio della gastronomia locale: salumi, formaggi, frutta e verdura, polenta fumante, il pane preparato ad arte seguendo le antiche ricette e oggetti artigianali di ogni tipo; per non parlare dei piccoli banchetti di fiori, che sembrano quadri dipinti a mano!

Gli angoli caratteristici, le sue piazze, le viuzze, il teatro neoclassico e gli edifici antichi perfettamente conservati, ricordano la cultura lombarda del capoluogo ticinese. Il fascino di questa città medievale si fonde con la vitalità dei tempi moderni: boutique, botteghe, negozi, caffè che trasmettono un’atmosfera di energico relax. L’anima medievale della città corre lungo la linea d’orizzonte ed è formata da una triade di castelli-fortezza tra i migliori conservati in tutta la Svizzera, tanto da essere diventati Patrimonio UNESCO. Alle porte dell’arco alpino e in posizione strategica, Bellinzona è da secoli un punto di passaggio dall’Italia verso l’Europa e dall’Europa verso Roma, attraverso tre passi alpini cardine per pellegrini e commercianti: il Passo del Lucomagno, il Passo del San Gottardo e il Passo del San Bernardino.

La nostra visita guidata in compagnia degli Amici della Via Francisca ci porta prima a conoscere Piazza del Sole, ai piedi dei bastioni di Castelgrande . Uno sguardo alle antiche mura e il racconto della loro storia ci fanno subito entrare nel vivo della storia di questa città fortificata. Camminando accanto alle mura se ne percepisce ancora la potenza e l’enorme fenditura nella roccia, da cui si raggiungono gli ascensori per salire al castello, ne è la prova tangibile. Saliamo nel cuore della fortezza e tra una fenditura e l’altra intravediamo il Castello di Montebello, ancora più intrigante e maestoso che osserva la città circondato dai boschi.

Una volta arrivati nel prato interno di Castelgrande restiamo inizialmente delusi dall’aspetto della fortezza, perché la maggior parte di essa è il risultato degli ultimi restauri, in cui sono stati creati un lussuoso ristorante, un grotto, un museo ( che contiene reperti ed opere d’arte uniche ) e la luminosa sala convegni. Ma l’apparente delusione dura davvero poco, perché l’attenzione cade sulle due torri: l’imponente Torre Bianca, con i suoi 27 metri d’altezza, e l’elegante Torre Nera, che invece  conta  un metro in più. Scopriamo che anche il nome di questo castello ha origini recenti. Durante l’occupazione svizzera venne chiamato d’Uri,  Altdorf e perfino il Catello di S. Michele; solo nel XIV secolo fu chiamato per la prima volta con il suo nome, Castrum Magnum ( cioè, Castelgrande ). Un’altra curiosità di questo luogo è che il primo insediamento umano qui sulla collina è antichissima, si parla di 5500/5000 a.C. durante il periodo Neolitico.

La nostra camminata prosegue alle spalle delle torri dove, tra i merli della cinta muraria, si può seguire con lo sguardo il camminamento murario che sembra non finire mai. Non è al momento percorribile a causa dei lavori di restauro, ma dev’essere sicuramente interessante poterlo fare! Mentre scendiamo riceviamo un regalo della primavera: un enorme ciliegio in fiore con il Castello di Montebello sullo sfondo. Un vero spettacolo!

La passeggiata prosegue lungo i punti cardine del centro storico di Bellinzona: Piazza Governo, Piazza Teatro, Piazza Indipendenza, Piazza Nosetto e Piazza Collegiata. Si fa una breve tappa al Municipio e Chiesa della Collegiata .

Dopo pranzo ci incamminiamo verso il Castello di Montebello, lungo la pittoresca scalinata che attraversa angoli incantevoli e piccoli giardini nascosti. Una volta arrivati nel prato verde alle porte del castello, si apre una veduta notevole sulla fortezza “sorella” e sul centro storico della città. Da questa posizione strategica domina Castel Grande, ricordando all’osservatore che proprio da “laggiù” partivano le mura che chiudevano l’antico borgo. Attraversare il prato costeggiando i bastioni, prendere fiato ai piedi dell’albero secolare a guardia dell’ingresso del castello ed entrare nel cortile in ghiaia, è una sensazione intrigante. Un misto tra curiosità e fantasia che vola ad ali spiegate, verso un mondo che la mente crede lontano ma che lì sembra poter prendere vita da un momento all’altro!

Scopriamo che anche questa fortezza cambiò diversi nomi: durante l’occupazione svizzera fu chiamato Castello di Svitto e poi Castello di S. Martino.  Ma che venga chiamato in un modo o nell’altro poco importa, quello che conta è la sostanza di ciò troverai! Prenditi il tempo per salire sui camminamenti, per guardare attraverso le feritoie, per immergerti almeno per qualche minuto nell’atmosfera che ancora si respira.

Finita la visita al castello scendiamo lungo la scalinata che costeggia i suoi vigneti, un raggio di sole ci regala uno degli spettacoli più belli della giornata. La fortezza incorniciata dal cielo azzurro e illuminata dal verde dei prati, come una cartolina ( che abbiamo atteso con ansia durante tutta la giornata ).

copertina - Montebello
Castello di Montebello

Raggiungiamo di nuovo la Piazza dell’obelisco , dove il nostro cammino si ferma. Gli Amici invece proseguono verso Piazza San Biagio e la sua Chiesa, per poi terminare con la visita al Santuario della Madonna delle Grazie tra affreschi rinascimentali e dipinti.

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Grazie di cuore all’Associazione Amici della Via Francisca del Lucomagno per averci fatto conoscere questo splendido posto tappa della Via Francisca del Lucomagno; vi racconteremo sia della parte svizzera che della parte italiana di questo cammino, e lo scopriremo insieme passo dopo passo!

 

Autore: Giorgia Ricotti

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Emanuela ha detto:

    Direi che hai scritto tutto quello che abbiamo visto mettendoci il cuore tecnica professionalità e tutta la verità della vera persona che sei

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